6 luglio 2020
Aggiornato 15:00
Governo

La smentita del MEF: nessun «superpotere» di Roberto Gualtieri

La norma in questione assicura unicamente la possibilità di spostare le risorse da capitoli di spesa che si rivelano sovrastimati ad altri capitoli invece sottostimati

Il Ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri
Il Ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri ANSA

«Nessun superpotere» del ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, «nessuna discrezionalità» nell'utilizzo delle risorse per le misure contro l'emergenza Covid. Il Ministero dell'Economia smentisce le «fantasiose interpretazioni» di alcuni organi di stampa sugli effetti di una norma presente nel Decreto legge 52 del 16 giugno 2020 . Interpretazioni «prive di ogni fondamento», visto che la norma in questione assicura unicamente la possibilità di spostare le risorse da capitoli di spesa che si rivelano sovrastimati ad altri capitoli invece sottostimati, senza alcuna possibilità di modificare le misure.

La norma in questione, precisa innanzitutto il MES, «è presente anche nei decreti legge 18 del 17 marzo e 34 del 19 maggio e, come avvenuto già in passato, consente che - a seguito di apposito monitoraggio effettuato in tempo reale - eventuali risparmi collegati ad una sovrastima delle spese relative ad una certa misura possano essere utilizzati a copertura di eventuali sottostime di altre misure già previste dai decreti legge messi in campo dal Governo per fronteggiare l'emergenza Covid».

«Un meccanismo di vasi comunicanti - spiega ancora il Mef - già utilizzato in precedenza, che favorisce l'erogazione in continuità delle risorse a favore delle categorie interessate ed è volto a rendere più veloci e efficienti le procedure di spesa. È facilmente intuibile quindi come il decreto legge 52 non assegni alcun «superpotere» al ministro dell'Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, e non consenta in nessun caso l'adozione di scelte discrezionali: le variazioni di spesa rispetto alle stime iniziali non sono infatti discrezionali, ma collegate all'effettivo andamento delle uscite legate alle diverse misure approvate. Misure che non possono in alcun modo essere modificate rispetto a quanto stabilito dalla legge».

Gualtieri: «Con nuovi Titoli nessun obiettivo di autarchia»

L'emissione dei nuovi titoli non «non ha alcun obiettivo di rendere autarchico il paese dal punto di vista del debito pubblico». Così il ministro dell'economia, Roberto Gualtieri, in una intervista su Milano Finanza, riferendosi al successo del Btp Italia e del lancio del Btp Futura.

«È da molto tempo che il Tesoro aveva in serbo un prodotto dedicato al retail. Si tratta di due strumenti molto diversi e come tali difficilmente confrontabili. Il Btp Italia protegge dal rischio inflazione mentre questo è un titolo nominale la cui redditività aumenta con il passare del tempo. Inoltre una premialità a scadenza diversa. Cioè, è più corposa e legata a quanto l'Italia sarà capace di crescere nei prossimi anni».

«Mi pare - dice il titolare del Mef - un investimento con caratteristiche molto interessanti. Certamente contribuirà a rendere la base degli investitori nel debito italiano più diversificato. E' giusto collocarlo presso investitori anche internazionali e saper guadagnare e preservare nel tempo la fiducia di questi investitori, oltre a quelli domestici, è uno stimolo importante per proseguire nel cammino delle riforme e per uscire al più presto da questa crisi e rilanciare l'economia italiana».

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