31 maggio 2020
Aggiornato 09:30
Maggioranza

Matteo Renzi replica a Zingaretti: «Se si va al voto lo decide il Parlamento non il Colle»

Il leader di Italia Viva: «In caso di crisi bisogna verificare se c'è altra maggioranza. Sfiducia a Bonafede? Decideremo dopo averlo ascoltato. Regolarizzazione? Tutti sanno che alla fine accordo ci sarà»

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi ANSA

ROMA - «Io credo che la crisi non ci sarà, ma se qualcuno pensa di utilizzare l'evocazione del voto per farci stare zitti e buoni, sappia che hanno sbagliato destinatario. Io faccio politica e lancio le mie idee, senza paura». Lo dice il leader di Italia Viva Matteo Renzi in una intervista alla Stampa commentando le parole del segretario del Pd Nicola Zingaretti secondo cui non ci sono altre maggioranze in Parlamento.

E sulle indiscrezioni secondo cui anche per il Quirinale se cade Conte si torna al voto, Renzi osserva: «Queste indiscrezioni mi sembrano sorprendenti perché i principi costituzionali, la consuetudine e persino la storia personale di questo Presidente, per il quale nutro profondo rispetto, vanno tutti nella stessa direzione: nel momento in cui si apre una crisi, il compito del Capo dello Stato è verificare se esista o meno un'altra maggioranza. Mattarella ha sempre fatto così. Non decide il Colle. Decide il Parlamento e il Colle prende atto. In Italia funziona così. Poi ovviamente spero che non ci sia bisogno di una crisi».

«Un contratto di governo per far ripartire l'Italia»

«Se Conte fa le cose giuste, vada avanti. Non ho un problema personale con lui, ma il mio problema sono le cose da fare per l'Italia. Avrei voglia di urlare da quanto sono preoccupato per la situazione. Al premier proponiamo di stilare un contratto di programma alla tedesca per chiarire dove vogliamo portare l'Italia: quale politica industriale, quali interventi per la famiglia, come lavorare sulla scuola».

Secondo l'ex premier bisogna partire dal «nostro piano shock da 120 mi-liardi per far ripartire i cantieri. Per noi quella è la madre di tutte le battaglie. C'è una carneficina di posti di lavoro, almeno facciamo partire i cantieri fermi».

Renzi nega di aver chiesto il rimpasto. «Fandonie. Ci attende una traversata del deserto, le previsioni economiche fanno paura, a me interessano i posti di lavoro non i posti al Governo. Se dovessi chiedere più poltrone sulla base dei nostri numeri ne dovrei chiedere decine, ma in questa fase chissenefrega delle poltrone. Al Senato abbiamo la metà dei senatori del Pd, 17 contro 35, eppure al governo i nostri sono solo tre, cioè un decimo rispetto ai dem. Ma del riequilibrio non mi importa nulla».

«Sfiducia a Bonafede? Decideremo dopo averlo ascoltato»

La mozione di sfiducia del centrodestra nei confronti di Alfonso Bonafede «ancora non è stata presentata. Come voteremo lo decideremo quando sarà presentata. Bonafede ha chiesto di essere sentito in aula, fa bene. Per noi c'è un vincolo di appartenenza politica, abbiamo criticato Bonafede» ma «facciamo parte di questa maggioranza. Decideremo in base a quello che dirà Bonafede, in base agli accordi politici e a cosa dirà il governo. Il Ministro ha fatto cacciare il capo del Dap, noi uno del genere non lo avremmo mai nominato», ha concluso Renzi.

«Regolarizzazione? Tutti sanno che alla fine accordo ci sarà»

«La proposta di Bellanova sulla regolarizzazione è di buonsenso: se non si mettono in regola decine di migliaia di persone che lavorano nei campi da sempre gli italiani non avranno la frutta italiana negli scaffali tra due mesi. Se tu non dai regole e tiri fuori dall'illegalità certe fasce di popolazione fai un favore alla mafia». Quanto alla contrarietà di M5s alla sanatoria, Renzi minimizza: «Io penso sia un punto che serve per alimentare i giornali. Lo sanno tutti che alla fine ci sarà l'accordo su questo. Possiamo toglierci i paraocchi ideologici».

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