4 luglio 2020
Aggiornato 15:30
Nervi tesi nella maggioranza

Maria Elena Boschi: «Conte ci dica se siamo di troppo»

La capogruppo di Italia Viva: «Non siamo affezionati ai posti, ma non possiamo fare a meno dei valori in cui crediamo». Renzi: «Non voteremo pasticcio. Le idee vengono prima delle poltrone»

Maria Elena Boschi, leader di Italia Viva
Maria Elena Boschi, leader di Italia Viva ANSA

ROMA - «Noi siamo per l'appoggio pieno al governo Conte, ma se qualcuno ci considera di troppo, se le nostre idee danno fastidio, possiamo lasciare appena Conte ce lo chiede. Non siamo affezionati ai posti, ma non possiamo fare a meno dei valori in cui crediamo». Lo dice il capogruppo di Italia Viva alla Camera, Maria Elena Boschi, in un'intervista a La Stampa.

«Non abbiamo mai minacciato - assicura - l'appoggio esterno. Dalla nostra assemblea a Cinecittà una settimana fa, Renzi ha ribadito appoggio totale a Conte. Ma se pensano che sulla prescrizione scherziamo si sbagliano. Noi voteremo il lodo Annibali per sospendere la riforma Bonafede-Salvini tra pochi giorni. Lo diciamo prima in modo trasparente. Nessun sotterfugio, nessun agguato».

Boschi: «Toppa peggio del buco»

«Il presidente Conte ha proposto di mantenere la distinzione tra assolti e condannati in primo grado, facendo scattare l'interruzione della prescrizione solo per questi ultimi - spoega Boschi -. Solo in caso di successiva assoluzione in appello, si potrebbero riconsiderare ai fini della prescrizione anche gli anni già decorsi durante l'interruzione. Un meccanismo molto farraginoso, ma che soprattutto non supera la distinzione tra trattamento degli assolti e dei condannati. In più chi garantisce che l'appello inizi in tempi rapidi? E cosa se ne fa un cittadino a distanza di anni di recuperare magari 10 anni di vita persi? Non è un caso che penalisti e magistrati siano contro questo lodo, giudicandolo 'devastante' o incostituzionale».

Renzi: «Non voteremo pasticcio»

«Se per fare il ministro dobbiamo rimangiare secoli di civiltà giuridica si sappia che non abbiamo problemi a fare un passo indietro. Decida Conte: se vuole cacciarci, basta dirlo. Se vuole tenerci, lavoriamo. Nell'uno e nell'altro caso noi non votiamo il pasticcio prescrizione: le idee vengono prima delle poltrone». Lo afferma, in un'intervista al «Corriere della Sera» il leader di Italia Viva, Matteo Renzi.

«Noi - aggiunge - non stiamo al Governo a tutti i costi. Ci stiamo per mantenere alta la bandiera del riformismo e per aiutare l'Italia. Se Conte vuole sostituirci con una pattuglia di deputati e senatori di Forza Italia, noi ci facciamo da parte con eleganza e stile. Possiamo rinunciare alle poltrone ma non possiamo rinunciare ai valori. Noi siamo e saremo garantisti: non diventeremo giustizialisti per una poltroncina. Non noi, almeno».

«Non siamo isolati, siamo garantisti»

E prosegue: «Non siamo isolati, siamo garantisti. E anche se il premier sembra non capire la differenza tra giustizialismo e garantismo, per noi si tratta di un valore importante. Forzare sulla prescrizione è oggettivamente assurdo in un momento nel quale abbiamo il coronavirus, l'incidente del Frecciarossa, il Pil negativo. E tuttavia la forzatura viene dai giustizialisti, non da noi. Noi non stiamo forzando: abbiamo solo chiesto di prenderci tempo con il lodo Annibali. Un anno per riflettere sulle soluzioni migliori e gli altri invece insistono sulla bandierina Bonafede».

Renzi attacca poi il suo ex partito. «Capisco i Cinque Stelle che sono in una crisi spaventosa. Mi sfugge invece il motivo per cui il Pd debba ammainare la bandiera garantista dopo aver vinto in Emilia-Romagna grazie a un presidente riformista: ci saranno ragioni che io non conosco, ma è politicamente e logicamente inspiegabile».

Faraone: «Conte degno leader partito unico Pd-M5s»

«Chi mette giustizialismo e garantismo sullo stesso piano è un populista. Conte è un populista, culturalmente lontano anni luce da noi, degno leader del nascente partito unico Pd/M5S. Noi invece sappiamo bene da che parte stare, orgogliosamente garantisti senza se e senza ma». Lo scrive su Twitter il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone.

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