24 gennaio 2020
Aggiornato 15:31
Partito Democratico

Romano Prodi a Zingaretti: «Basta con il partito club da dieci persone, la politica si fa tra la gente»

L'ex Premier a La Stampa: «L'Ulivo non si può ripetere ma coalizione è indispensabile. Salvini vuole liberare l'Emilia Romagna da buon governo? Lucia Bergonzoni? Non esiste»

L'ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi
L'ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi ANSA

ROMA - «Zingaretti sta elaborando per il dopo. Dopo le elezioni regionali. Da quel che ho capito il seminario di Contigliano è fatto per una riforma del partito che verrà successivamente. Di questo c'è bisogno. E circa il giudizio vedremo, perché non ho notizia di come questa riforma verrà fatta. Credo che lo sforzo di Zingaretti sia assolutamente condivisibile in quanto vuole riportare il partito al dialogo con la gente. Dialogo indispensabile: l'unico che lo può fare è il Partito democratico. Cosa che finora non ha fatto bene». Lo dice Romano Prodi in un'intervista a La Stampa.

«L'obiettivo è quello di ricostruire la fiducia nella democrazia attraverso la partecipazione, e se darà frutti o meno lo vedremo nei mesi prossimi. O conseguirà una grandissima partecipazione oppure servirà a poco», osserva.

Ulivo non si può ripetere ma coalizione è indispensabile

Prodi però non credo che si possa riproporre «un nuovo Ulivo. Le cose del passato non si ripetono mai - dice - Di fatto in Emilia-Romagna attualmente c'è una larga coalizione che comprende sostanzialmente le forze che componevano allora l'Ulivo: va dai partiti di sinistra a porzioni del centro. C'è davvero uno schieramento larghissimo che tradotto nel linguaggio del 2020 è una coalizione indispensabile in ogni democrazia moderna. È la risposta all'esigenza di una democrazia che è diventata molto complessa».

Prodi pronto a tornare in campo? «Non intendo a tornare in campo. Lei sa che sono più di undici anni che sono fuori dalla politica. In questo tempo non mi sono mai esposto per alcuna carriera, per nessun incarico e per nessun ruolo. E così continuerò a fare per il futuro. Però continuerò sempre ad esprimere le mie idee e le mie riflessioni. Se la Provvidenza mi conserverà la salute credo sarà utile come esercizio mentale a me, e forse a qualcun altro».

Salvini vuole liberare l'Emilia Romagna da buon governo?

«Avrei voluto essere all'origine delle Sardine che hanno creato un clima molto, molto particolare. È per questo che la Lega vuole prendere l'Emilia. Perché da noi è nato l'Ulivo, è nato il Vaffa! Anche Grillo cominciò in Emilia. Questa è una regione che è di per se stessa un laboratorio. E non c'è bisogno che Prodi organizzi niente».

La Lega promette di liberare l'Emilia-Romagna. «Da che cosa intende liberarla? Da un buon governo? Questo è il punto - osserva Prodi -. Proprio in questi giorni ho analizzato tutti i dati possibili e immaginabili. L'Emilia-Romagna cresce più delle altre regioni italiane, ha meno disoccupati, ha un'occupazione femminile che non ha confronti, ha speso bene tutti i soldi europei, ha conseguito investimenti nuovi dall'estero, la sanità che da sola, come in tutte le regioni, è la più elevata voce di spesa richiama migliaia di pazienti che qui vogliono farsi curare. Abbiamo assistito a una straordinaria, corale e pressoché completa ricostruzione del terremoto del 2012. Allora, quando un attivista di Salvini lascia tra i suoi appunti l'ordine di cercare una famiglia che non abbia avuto ancora la casa, beh, significa che la cosa è strumentale. Vogliono dunque liberare l'Emilia-Romagna da tutto questo? Il fatto inequivocabile è che in Emilia-Romagna siamo più avanti degli altri».

Lucia Bergonzoni non esiste

A chi gli chiede un giudizio sulla candidata del centrodestra Lucia Borgonzoni Prodi risponde: «Non esiste. Come posso quindi dare un giudizio su una persona che non ha un progetto? E soprattutto è difficile capire che cosa fa, che cosa vorrà fare e che cosa le lascerebbero fare perché è sostanzialmente una prigioniera». Invece di Stefano Bonaccini dice: «Quando arrivò alla guida della Regione Emilia-Romagna avevo più delle attese che delle conferme. Invece, ora, ho delle conferme, perché il suo governo ha raggiunto gli obiettivi che si proponeva, anche se oggi in politica dire quello che si è fatto sembra servire a poco. Bonaccini ha saputo preparare alcune tappe future che saranno importantissime e che oggi la gente valuta poco. L'Emilia-Romagna sta diventando infatti il centro di progettazione e produzione dei grandi nuovi computer e avremo i due terzi della capacità di calcolo dell'intera Italia, e questi saranno i fondamenti del futuro della nostra pubblica amministrazione e di tutte le imprese. Il cambiamento epocale sarà rappresentato dai BigData. Certo,siamo ancora indietro rispetto agli Usa e alla Cina, ma in confronto al resto d'Italia siamo nettamente più avanti. Un minimo di premessa sul futuro l'abbiamo posta».