9 aprile 2020
Aggiornato 00:30
Centrodestra

Silvio Berlusconi: «Non mollo Forza Italia, sarò il garante di Salvini in Europa»

L'ex Premier smentisce qualsiasi indiscrezione sul passaggio di testimone, nonostante la crisi di consensi e si propone come garante in Europa della leadership di Matteo Salvini

Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia
Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia ANSA

ROMA - Silvio Berlusconi, 83 anni, non intende lasciare la guida di Forza Italia, smentisce qualsiasi indiscrezione sul passaggio di testimone, nonostante la crisi di consensi e gli addii al partito e si propone come garante in Europa della leadership e dell'eventuale premiership di Matteo Salvini, parlando a La Repubblica. «Un passaggio di testimone in Forza Italia non è all'ordine del giorno. Dobbiamo riportare al voto i 7 milioni di italiani che oggi non votano ma che, a domanda, si definiscono liberali, moderati, conservatori. Questo non significa naturalmente che Forza Italia non possa e non debba rinnovarsi ed allargarsi, anche per risalire da un livello di consenso elettorale non soddisfacente, ma comunque rilevante dopo i quattro colpi di stato subiti e le molteplici aggressioni giudiziarie di cui è stato vittima il suo leader», dice.

Berlusconi: «Salvini è un leader avveduto»

«In democrazia (chi governa ndr) lo decidono gli elettori. E in Italia hanno dato un messaggio molto chiaro. Del resto, Salvini è un leader avveduto. Sì, talvolta usa toni da comizio, ma lo fa perché sono graditi ai suoi sostenitori - aggiunge - La nostra presenza come colonna portante del centrodestra è assoluta garanzia del fatto che il prossimo governo avrà una politica costruttiva sull'Europa e non verrà meno a quei principi di democrazia liberale e di solidarietà europea e occidentale che d'altronde i nostri alleati hanno detto molte volte di condividere. In ogni caso saremo noi, che siamo parte del Partito popolare europeo, a vigilare sulla coerenza con questi valori».

«Bene Mattarella, ha colto positività Paese»

«Un discorso augurale, quello del Presidente della Repubblica, capace di cogliere gli elementi di positività nella realtà del nostro Paese e le ragioni per stare uniti al di là delle contrapposizioni politiche e per guardare con ottimismo, nonostante tutto, al domani. È quanto dovrebbe saper fare la politica, in Italia troppo spesso avvelenata dallo scontro fra fazioni e dal linguaggio dell'odio e del disfattismo. Come il Presidente Sergio Mattarella, ho sempre creduto e continuo a credere nelle potenzialità del nostro Paese che la politica deve finalmente imparare a valorizzare, cosa che negli ultimi anni non è certo avvenuta - aggiunge - In particolare ho apprezzato il riferimento del Capo dello Stato alla famiglia e alla sua funzione essenziale in questa società frammentata e il riferimento alle Forze armate, alle donne e agli uomini in divisa che, a rischio della vita, ogni giorno tutelano la nostra sicurezza, la nostra dignità e la nostra libertà!».

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