7 dicembre 2019
Aggiornato 00:30

Mes, Matteo Salvini aumenta il pressing su Conte: «Se ha firmato chieda scusa e si dimetta»

Il leader della Lega: «Speriamo che il weekend porti consiglio e che Conte, dopo le minacce e le querele, torni sulla terra e dica una cosa strana, la verità, agli italiani»

Il leader della Lega, Matteo Salvini
Il leader della Lega, Matteo Salvini ANSA

ROMA - «Se hai firmato a nome degli italiani qualcosa che non avevi il permesso di firmare, dimettiti e chiedi scusa». Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, rivolgendosi al presidente del consiglio, Giuseppe Conte, sulla questione del fondo Salva-Stati. In un comizio a Portoferraio, Conte ha sostenuto che il Mes «ruba ai poveri per dare ai ricchi e alle banche. Non mi fa paura. Mi fa tristezza un premier che invece di fare politica parla con minacce e querele. Sul Mes si è aperto il dibattito, e finalmente gli Italiani ne sanno qualcosa, solo grazie alla Lega. Bene risveglio di Di Maio, contiamo sulla coerenza dei 5Stelle e di parte del PD, Conte invece da tempo non difende più l'interesse nazionale italiano».

«Spero che in Parlamento Conte dica verità»

«Speriamo che il weekend porti consiglio e che Conte, dopo le minacce e le querele, torni sulla terra e dica una cosa strana, la verità, agli italiani». Secondo Salvini il Mes «per come è stato modificato espropria di democrazia e sovranità i parlamenti e soprattutto il risparmio degli italiani. I miei figli crescono in Europa - ha aggiunto - che era e può ritornare a essere un grande sogno, ma non in mano a qualche burocrate e qualche finanziere». In merito alla querela annunciata dal premier Conte nei confronti di Salvini per le dichiarazioni sul Mes, il leader della Lega ha dichiarato: «non è arrivata, non esiste più l'immunità parlamentare, bisogna avvisare l'avvocato. Non ho paura di niente e di nessuno, anzi vorrei andare davanti a un tribunale a parlare di Europa e risparmio con il presidente Conte».

«Al lavoro per Milano e Roma»

«Stiamo lavorando alla squadra e al progetto per rendere ancora più bella Milano e per tornare a rendere bella e sicura anche Roma. Però i nomi arrivano alla fine, prima dobbiamo definire la squadra e il programma». Così Matteo Salvini in merito alle prossime elezioni amministrative a Milano e Roma. Per quanto riguarda Milano, Salvini ha anche risposto a una domanda sull'ipotesi di intitolare una strada a Bettino Craxi avanzata dalla figlia Stefania: «la toponomastica non è in cima ai miei pensieri in questo periodo», ha dichiarato. In merito invece alle prossime consultazioni regionali, Salvini ha dichiarato che «dopo l'Emilia Romagna libereremo anche la Toscana».

«No tax day» contro manovra massacrante

Il 14 dicembre la Lega organizzerà nelle piazze italiane il 'No tax day' «contro una manovra che sta massacrando di tasse, burocrazia e manette gli italiani». In merito al governo invece Salvini ha dichiarato: «Questi litigano ogni giorno su tutto, sulla giustizia, sulle tasse, sull'Europa e sulla sicurezza. Non penso che l'Italia meriti di rimanere ostaggio di questo gruppo di litigiosi e incompetenti».

«Nazionalizzare Autostrade? Non siamo in URSS»

Sulla revoca delle concessioni ad Autostrade «è più di un anno che Conte e Di Maio vanno avanti con revoca sì, revoca no, revoca forse. E il risultato è che non c'è manutenzione e vengono chiusi i tratti autostradali. Quindi scelgano, o sì o no. Sono al governo e facciano qualcosa. La Lega - ha aggiunto - non si è mai messa di traverso e non ha mai detto né beh né mah, ma ora non hanno più l'alibi che è colpa di Salvini. Io non ho mai incontrato un Benetton nella mia vita, la Benetton la conoscevo come una squadra di Basket». In merito all'ipotesi di nazionalizzare Autostrade, Salvini ha dichiarato: «nazionalizziamo l'Ilva, nazionalizziamo Alitalia, nazionalizziamo Autostrade e andiamo in Unione Sovietica. No».