2 aprile 2020
Aggiornato 22:00
Fratelli d'Italia

Giorgia Meloni: «Segre va protetta, ma su mancato applauso non cambio idea»

Il Presidente di Fratelli d'Italia in un'intervista al Corriere della Sera: «Nel contrasto all'antisemitismo noi di FdI siamo a disposizione»

Il Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni
Il Presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni ANSA

ROMA - Presidente Meloni, con il senno di poi, non si è pentita dell'astensione sulla commissione promossa dalla senatrice a vita Liliana Segre, a cui pochi giorni dopo è stata anche assegnata una scorta? «No - risponde la presidente di Fratelli d'Italia (Fdi) al Corriere della Sera - il discorso è diverso. Quello che sta accadendo non dipende dal voto sulla commissione. La senatrice Segre non è la prima esponente della comunità ebraica a cui purtroppo viene assegnata una scorta in Europa. E nella maggior parte dei casi il problema riguarda il fondamentalismo islamico».

«Tutti dobbiamo proteggere Liliana Segre»

Non sembra questo il caso dell'Italia. «Nel contrasto all'antisemitismo - risponde Meloni - noi di FdI siamo totalmente a disposizione e non da oggi. Io per prima mi sono fatta portatrice di un pronunciamento unanime, raccogliendo una proposta di Riccardo Pacifici della comunità ebraica. E la senatrice Segre, per la quale ho un enorme rispetto, va protetta da tutta la società italiana, non ci sono divisioni su questo».

Il motivo del «mancato» applauso

Sta di fatto che non avete votato la sua commissione e nemmeno applaudito lei in Aula. «Su quel mancato applauso c'è stata una chiara mistificazione. Lì - replica Meloni - veniva applaudito il provvedimento e non certo la senatrice Segre, l'ho detto anche a lei quando ci siamo sentite al telefono. Il problema di quella commissione - che arriva da lontano e prima si chiamava commissione Boldrini - è che si lascia alla discrezione dei politici stabilire quali siano le parole d'odio e quali no. E questo non mi fa sentire tranquilla». Perché? «Perché a me, per esempio, alcuni accusano di diffondere parole d'odio. È così? Non mi pare. Ho le idee chiare, certo, ma mi sembra di esporle nel rispetto di tutti. E poi le pare possibile che in quel testo, a proposito di antisemitismo, non si citasse mai Israele? Sa perché? Perché altrimenti la sinistra radicale non l'avrebbe votato». In Italia in questo periodo il problema riguarda prevalentemente l'estrema destra. «Il problema dell'antisemitismo - risponde Meloni - è ovunque. Nel radicalismo di sinistra, nel radicalismo islamico...». E nel radicalismo di destra? «Certo, esiste un residuo anche in quegli ambienti. E va combattuto».

Salvini: «Mi è appena arrivato un proiettile e non piango»

«A me è appena arrivato un altro proiettile. Non piango. In un paese civile non dovremmo rischiare nè io nè la Segre». Lo ha sottolineato il leader della Lega, Matteo Salvini, rispondendo alle domande dei giornalisti sull'incontro avuto ieri con la senatrice Liliana Segre durante una visita al salone internazionale del ciclo e motociclo in corso al polo fieristico di Rho-Pero.

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