14 novembre 2019
Aggiornato 08:00

Attacchi social a Segre, Conte: «Ora norme contro l'odio sui social e nel dibattito pubblico»

Il Premier: «Tutti insieme dobbiamo scacciare via l'Italia brutta». Fico: «Investire in cultura». Martella: «Servono regole stringenti contro l'antisemitismo»

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

ROMA - «Voi siete l'Italia della gioia, siete la trama della coesione nazionale. Voi siete l'Italia bella» e «dobbiamo lavorare tutti insieme per scacciare l'Italia brutta, che si annida in quelle centinaia di messaggi che arrivano alla senatrice Liliana Segre. Quello è il messaggio dell'odio e dobbiamo scacciarlo via». Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte intervenendo a Roma alla Giornata nazionale del folklore e delle tradizioni popolari facendo riferimento ai messaggi razzisti e antisemiti inviati alla senatrice a vita. «Io - ha continuato - inviterò tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento, senza distinzione, per introdurre delle norme per contrastare il linguaggio dell'odio a tutti i livelli, nel dibattito pubblico e nelle comunicazioni via social».

Martella: «Servono regole stringenti»

«Ogni giorno la senatrice Liliana Segre subisce 200 insulti online. Molte altre le vittime. L'Osservatorio antisemitismo, nel focus odierno di Repubblica, fotografa un'onda di inaudita violenza da arginare con regole stringenti. A tutela delle persone e della nostra democrazia». Lo scrive su Twitter Andrea Martella, sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Fico: «Investire in cultura»

«Il modo migliore per combattere odio, razzismo e antisemitismo è investire sulla cultura. Spiegare nelle scuole ai ragazzi la storia del nostro Paese, la storia dell'Europa. E imparare dagli errori fatti. La mia piena solidarietà a Liliana Segre». Lo scrive su Facebook il presidente della Camera Roberto Fico.

Fiano: «Solidarietà a Segre, costruire il domani»

«Al di la della mia ovvia solidarietà per Liliana #Segre che per me è una persona di famiglia, come una sorella di mio #padre, come la zia che non ho avuto, io non posso smettere di chiedermi; ma esattamente che meccanismi si sviluppano nella testa di 200 persone al giorno che utilizzano una parte del loro tempo per cercare l'account, trovare l'offesa o la minaccia da confezionare e lanciarla verso una sopravvissuta alle camere a gas e i forni crematori di #Auschwitz nel suo novantesimo anno di età? Mentre leggo la notizia guardo il volto di papà, che oggi mi riconosce così così, assopito, canuto e dolce, di 5 anni più grande di Liliana, fratello di Shoah. Avrebbe reagito reprimendo la rabbia, con una telefonata dolcissima a Liliana, duro dentro e dolce fuori, non avrebbe perdonato quegli insulti ma avrebbe ammonito di pensare che comunque il sole sorge sempre il giorno dopo, come si dicevano ad Auschwitz per rimanere vivi. Non sorvolare su nulla, continuare a costruire il domani». Lo scrive su Facebook il deputato Pd, Emanuele Fiano.

D'Uva: «Dalla parte di Segre, condanna a insulti»

«Dalla parte di Liliana #Segre e di chi finisce nel mirino degli 'odiatori'. Già nel 2017 avevo firmato #ParoleOstili, manifesto della comunicazione non ostile per la politica. Oggi rinnovo il mio impegno a migliorare il dibattito pubblico, condannando qualsiasi forma di insulto». Così su Twitter il deputato Questore alla Camera del MoVimento 5 Stelle Francesco D'Uva.