14 novembre 2019
Aggiornato 07:30

Manovra, Antonio Misiani promette: «Maggior gettito lotta evasione destinato al taglio delle tasse»

Il viceministro dell'Economia: «Tre miliardi stima prudenziale. Di Maio vuole cambiarla? La discuteremo, non c'è nessuna volontà persecutoria»

Il Premier Conte con il Ministro Gualtieri
Il Premier Conte con il Ministro Gualtieri ANSA

ROMA - La manovra punta molto sul recupero dell'evasione fiscale, su cui il governo ha «molta fiducia. I 3 miliardi previsti dal decreto fiscale sono stati vagliati dalla ragioneria generale, è una stima prudenziale. Se, come noi speriamo, sarà superiore alla previsione, destineremo queste risorse a un'ulteriore riduzione della pressione fiscale». Lo ha affermato il viceministro dell'Economia Antonio Misiani, a Circo Massimo, su Radio Capital.

«Abbiamo disinnescato l'aumento IVA»

A proposito delle critiche alle diverse microtasse, il viceministro ha difeso l'operato del governo: «Sono misure complessivamente mirate e guarderei al dato della pressione fiscale: se non avessimo fatto niente sarebbe schizzata al 42,7% del Pil, così invece rimarrà invariata al 41,9 o sarà leggermente inferiore rispetto all'anno scorso. E credo che sia un risultato notevole. Facevano tutti i fenomeni dicendo che non avrebbero fatto aumentare l'Iva ma nessuno ha mai spiegato come, noi invece abbiamo scritto nero su bianco le coperture e abbiamo disinnescato quasi il doppio della clausola dell'anno scorso. Le critiche dovrebbero guardare al merito della questione. La stangata sarebbe stata salatissima, 541 euro in meno per ogni famiglia. E oltretutto - aggiunge - riduciamo anche la clausola del 2021, di 10 miliardi, da 28 a 18 miliardi. Alleggeriamo il carico della manovra successiva».

«Alcuni paletti limitati alla flat tax»

Per quanto riguarda le partite Iva, ha detto, «manteniamo lo strumento fra 0 e 65mila euro. Non attiviamo la seconda parte della riforma varata dal precedente governo in primo luogo perché non era stata richiesta l'autorizzazione necessaria all'UE. Mettiamo alcuni paletti limitati alla flat tax da 0 a 65mila ero ma con un'incentivazione per chi passerà volontariamente alla fatturazione elettronica. Questo nell'ottica di completare il sistema di fatturazione elettronica che già permette di recuperare parte dell'evasione fiscale».

«Di Maio? Discuteremo, no volontà persecutoria»

«Ne ho viste parecchie di leggi di bilancio, sono provvedimenti complessi che vanno a toccare diversi ambiti, e in tanti anni non ne ho mai vista una che non susciti approvazioni e critiche, e sarà il destino anche di questa legge di bilancio». Il viceministro dell'Economia, Antonio Misiani, parlando delle discussioni accese innescate dopo il varo 'salvo intese' alla manovra, sottolineando che «ci sarà sicuramente dialogo e confronto nella maggioranza, le leggi di bilancio sono sempre soggette a miglioramenti nel corso del confronto parlamentare». A proposito dei punti su cui insiste il ministro Luigi Di Maio, Misiani ha risposto: «Di Maio vuole cambiarla? La discuteremo, non c'è nessuna volontà persecutoria. L'idea di fondo del contrasto all'evasione è incentivare l'uso della moneta elettronica, vorrei che questo fosse chiaro. Stanziamo miliardi di euro per premiare chi userà carte di credito, di debito e bancomat al posto del contante. Sono previsti alcuni limitati disincentivi, come l'abbassamento della soglia del contante e il sistema sanzionatorio, ma tutto si può discutere e tutto si può migliorare».

La questione del contante

Quanto nello specifico alle questioni poste da Di Maio dalle sanzioni ai commercianti al tetto al contante, Misiani ha ribadito che «ci sarà sicuramente dialogo e confronto nella maggioranza, le leggi di bilancio sono sempre soggette a miglioramenti nel corso del confronto parlamentare. Per quanto riguarda l'abbassamento della soglia del contante è un percorso graduale, riscenderà a mille euro in più anni tenendo conto che la tecnologia ha fatto passi da gigante, rendendo user friendly l'uso della moneta elettronica. Le multe per gli esercenti che non accettano moneta elettronica erano già previste da un decreto del 2012, sono rimaste sulla carta in virtù di una sentenza del Consiglio di Stato».

«Partivamo da una condizione difficile»

«Questa manovra partiva da una condizione difficile: dovevamo fare i conti con una clausola di salvaguardia scritta nero su bianco di 23 miliardi di euro», ha sottolineato il viceministro, «e se Salvini ha aperto la crisi credo che sia stato dovuto soprattutto alle difficoltà di questa legge di bilancio. Noi in quattro settimane abbiamo costruito una legge di bilancio che non aumenta l'Iva, che taglia le tasse ai lavoratori e mette risorse aggiuntive alle famiglie. Soldi che vengono recuperati con la flessibilità, con un contrasto determinato all'evasione fiscale e con misure che inevitabilmente provocano critiche da parte di alcuni settori».

«Noi nell'Euro ci rimaniamo»

In ogni caso, ha ribadito Misiani, «siamo disponibili a discutere su tutto l'insieme della manovra. Nessuno ha la verità in tasca: ci si confronta con le parte sociali, con i soggetti e con le realtà interessate, e si lavora per migliorare le norme per migliorare la vita dei cittadini italiani. Noi abbiamo fatto un lavoro molto importante, che indica un percorso. Se ci fosse stato Salvini al governo oggi avremmo avuto una legge di bilancio che ci avrebbe portato fuori dall'euro. Noi nell'euro ci rimaniamo, lo spread si è più che dimezzato rispetto al livello precedente e farà risparmiare miliardi di euro ai contribuenti italiani. Soldi che ci aiuteranno a evitare di aumentare le tasse, di ridurne di altre e di offrire servizi che altrimenti non ci saremo potuti permettere. Credo che la direzione di marcia sia chiara e condivisa da tutte le forze della maggioranza».