24 ottobre 2019
Aggiornato 07:00

Casini: «Taglio parlamentari è demagogia priva di buon senso, i migliori se ne andranno»

L'ex Presidente della Camera: «La Democrazia ha i suoi costi, ora solo un disoccupato si candiderà». Della Vedova: «Documento maggioranza deludente»

L'ex Presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini
L'ex Presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini ANSA

ROMA - Con il taglio dei parlamentari «siamo davanti a un impasto di demagogia privo di buon senso, per giunta presentato come un contributo determinante per i risparmi della comunità nazionale». L'ex presidente della Camera, Pierferdinando Casini, boccia nettamente la riforma che l'Aula di Montecitorio si appresta a votare oggi. «Si dovrebbe ricordare che la democrazia ha dei costi in tutto il mondo: ritenere che questi siano un impiccio ci fa prendere una strada piena di incognite», ha avvertito Casini in un'intervista a Repubblica, sottolineando che «gli eventi storici più drammatici hanno preso le mosse dalla demagogia».

«Solo un disoccupato si candiderà»

«Basta pensare alla tipica propaganda qualunquista che caratterizzò il periodo fascista - ha osservato - propaganda simile all'attuale, dal taglio dei parlamentari a quello dei vitalizi. Sa come finirà? - ha profetizzato Casini - mentre nel Dopoguerra le eccellenze delle professioni accedevano alle cariche pubbliche e ne erano ripagate da una reputazione crescente, di qui a poco solo i disoccupati e i titolari di assegni sociali riterranno conveniente fare il parlamentare. Chi ha una professione importante, già da tempo, evita il pubblico ludibrio connesso al titolo di onorevole».

Della Vedova: «Documento maggioranza deludente»

«Il documento adottato oggi dalla maggioranza ha la valenza di un deludente pagherò. Non si può giocare con tale leggerezza con la Costituzione. L'unico modo per porre rimedio alle storture di questo taglio dei parlamentari imposto da Di Maio, è rinviare il taglio e votare poi tutto insieme. La logica questo suggerisce». Lo dichiara il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova. «Altrimenti, a maggior ragione di questi tempi, gli impegni di medio periodo sono scritti sulla sabbia e servono solo come buona coscienza a buon mercato», conclude Della Vedova.