21 novembre 2019
Aggiornato 07:00
Riforme

Carlo Calenda a PD e Italia Viva: «Tagliate i Parlamentari come se la Costituzione fosse un regolamento di condominio»

Il fondatore di Siamo europei: «Lo fate perché avete preso questo impegno con Di Maio e dovete compiacerlo. In cambio non avete ottenuto niente»

ROMA - «Stamattina mi sono svegliato e ho pensato che valeva la pena provare a fare un video messaggio agli elettori del PD e di Italia Viva perché sta succedendo veramente qualunque cosa e lo so che gli elettori vanno blanditi e non bisogna mai dire che sbagliano, hanno sempre ragione, tutte queste cose però io penso che sia arrivato il momento della verità. Ci accingiamo, anzi, vi accingete a far tagliare i parlamentari come se fosse un regolamento di condominio, la Costituzione, e senza curarsi delle conseguenze». Lo ha detto Carlo Calenda in un videomessaggio sui social.

«In cambio non avete ottenuto nulla»

«Lo fate - ha proseguito l'eurodeputato e fondatore di Siamo europei - perché dovete compiacere Di Maio, lo fate perché avete preso questo impegno con Di Maio. In cambio avrete ottenuto un sacco di cose? No, non avete ottenuto assolutamente niente. Non avete ottenuto una discontinuità sul Presidente del Consiglio, perché è sempre quello di prima. Discontinuo di se stesso. Non avete ottenuto nulla sulle priorità sulla sanità, sulla scuola, sugli investimenti. Anzi, i ministeri li avete ceduti tutti e non c'è un euro da mettere per assumere i medici che servono e per far sì che i 4 milioni di italiani che non si curano tornino a curarsi. E lo stesso sulla scuola, lo stesso sugli investimenti, e dunque alla fine mi pare che sia stata una resa senza condizioni. Mi pare che il reddito di cittadinanza, l'abbiamo visto, non funziona. Il 60% dei controlli della Guardia di Finanza ha dato esito negativo, però lo teniamo. Quota 100 è una cosa indegna, spendiamo 8 miliardi e mezzo per mandare in pensione meno di 200mila cittadini italiani».

«Quando avete firmato questo assegno in bianco?»

«Quei soldi - ha aggiunto Calenda - servono per fare altro, per rafforzare lo Stato nel suo nel suo 'core business', nelle cose che dovrebbe fare e non battiamo ciglio anzi l'abbiamo riabilitata, li abbiamo riabilitati tutti anche i navigator. Ieri Franceschini dice che si è accorto che Di Maio è preparato, studia, conosce le cose, quando abbiamo avuto la prova proprio ieri che ha mentito agli operai di Whirpool. Sapeva della chiusura e non gliel'ha detto. In un paese normale chiederemmo le dimissioni di una persona che si comporta in questo modo. Qui no, qui non ce ne importa niente, diciamo che è bravo. E allora io voglio capire quand'è che dite basta? Perché, alla fine, non è un problema di classe dirigente, lo dico agli elettori di Italia Viva e del Partito Democratico. Elettori che io ho visto forti, capaci, di combattere alle elezioni europee. Combattere proprio contro i stelle, contro quell'idea di un'Italia non seria, a cui bisogna somministrare assistenzialismo e non bisogna mai impegnarla in una battaglia. Ecco, io mi domando, ma quand'è che avete firmato questo assegno in bianco? Quand'è che è successo che avete rinunciato a combattere, dicendo 'Va bene, qualunque cosa, perché se no arriva Salvini, pieni poteri...'. Non è vero, è un'illusione».

«Il rispetto è dire le cose come uno le pensa»

«È il modo in cui un'altra volta - ha detto Calenda - vi hanno incastrato in una situazione che non può piacervi. In tutta Europa i sovranisti erano dati per vincenti. In tutta Europa i sovranisti sono stati sconfitti, perché si ha avuto il coraggio di combattere, noi qui abbiamo rinunciato. E ora, stamattina, pensavo al legame profondo che io sento di aver costruito con gli elettori del Partito Democratico e le tante battaglie che abbiamo fatto nei 14 mesi e ho pensato che forse valeva la pena dire con grande chiarezza che non li riconosco, in questa situazione. Non riesco a riconoscerli. Non lo capisco, non capisco che cosa succede. Non capisco una scissione fatta dopo aver messo ministri al Governo. Non capisco un atteggiamento con i 5 stelle così molle, così accondiscendente, così senza contropartita in fondo perché il programma è il loro. Ecco, tutto questo penso che vale la pena dirvelo. Forse è sbagliato da un punto di vista elettorale e forse però è giusto da un punto di vista etico. E allora quando uno ha un legame profondo con delle persone, sente di averlo, averlo costruito a prezzo di sacrifici da entrambi le parti. Forse il rispetto è dire le cose come uno le pensa», ha concluso.