24 ottobre 2019
Aggiornato 07:00

Luigi Di Maio e i rischi della sindrome leghista: «Basta rincorrere Renzi che ha il 4%»

Il capo politico dei 5 Stelle: «Penso che sia il momento di fare un punto tra ministri e capigruppo per dare chiaramente le regole di ingaggio»

Il capo politico del MoVimento 5 Stelle, Luigi Di Maio
Il capo politico del MoVimento 5 Stelle, Luigi Di Maio ANSA

ROMA - «Vedo membri di governo che scrivono la manovra sui giornali, ma non bisogna cadere nell'annunciare: è una sindrome leghista» e poi «leggo troppe interviste tra Pd e Italia Viva, gli uni contro gli altri, e così si dà la percezione di una lite continua nel governo. Ma non bisogna rincorrere uno che ha il 4%, gli fanno solo un favore». Lo afferma Luigi Di Maio in un colloquio con Il Fatto Quotidiano in cui rivolge «a tutti» un appello per fare meno annunci sui giornali e più fatti, prendendo esempio dai ministri Lamorgese e Gualtieri che «prima di dire fanno».

«Servono le regole di ingaggio»

Conte ha risposto a Renzi? «Se Giuseppe gli ha risposto - spiega Di Maio - significa che doveva farlo ma penso che sia il momento di fare un punto tra ministri e capigruppo per dare chiaramente le regole di ingaggio, perchè i problemi di comunicazione potrebbero diventare politici». In merito alle polemiche su Conte per il ruolo dei servizi segreti italiani e la missione a Roma del procuratore generale Usa Barr Di Maio ha risposto: «Le considerazioni di Renzi non meritano risposta. Per il resto io mi fido ciecamente di Conte e sono certo che darà tutte le risposte necessarie in audizione al Copasir».

«Taglio parlamentari? Mi aspetto maggioranza trasversale»

Domani verrà votato il taglio dei parlamentari e il capo politico del Movimento Cinquestelle Luigi Di Maio non teme imboscate: «Mi aspetto che venga votato a grande maggioranza in modo trasversale, anche dai parlamentari di opposizione. Il 90% degli italiani vuole il taglio. Non ho segnali di altre uscite (dal M5s, ndr) ma voglio dire che certi comportamenti non sono tollerabili» e «abbiamo deciso di chiedere a chi è uscito i soldi delle restituzioni non effettuate e quelle per gli anni che passeranno in un'altra forza politica... Questi parlamentari hanno firmato un contratto e devono rispettarlo», ha concluso.