24 ottobre 2019
Aggiornato 07:00
Manovra finanziaria

Il consiglio di Mario Monti al Ministro Gualtieri: «Bisogna limitare l'uso del contante»

L'ex Premier: «Usare la flessibilità per fare investimenti. Voto ai sedicenni? Proposta demagogica, piuttosto servirebbe una Greta del debito pubblico»

L'ex Presidente del Consiglio, Mario Monti
L'ex Presidente del Consiglio, Mario Monti ANSA

ROMA - «Ho molta fiducia nel ministro Gualtieri, penso che questo sia solo un assaggio di ciò che stanno elaborando al Mef». Quello illustrato finora «è un impianto molto tradizionale e che non cerca di rimediare ad alcuni grossi errori che il governo precedente ha fatto». Lo ha detto l'ex premier Mario Monti, ospite di Circo Massimo su Radio Capital. Nell'intervista a «In mezz'ora», su Rai3, Gualtieri ha anche detto che stiamo pagando «i conti del Papeete»: «Il governo gialloverde ha indubbiamente messo il carico, a cominciare dall'aumento dello spread. E sinteticamente si può chiamare conto del Papeete. Però - sottolinea l'ex premier - i governanti italiani, spero con qualche eccezione, nel corso di decenni hanno fatto come se si fossero trovati al Papeete in prossimità di cubiste».

«Usare la flessibilità per fare investimenti»

L'Italia sta facendo un errore credendo che oggi in Europa sarà tutto più semplice? «Sì, credo sia un errore, ma conoscete la mia tesi: anche supponendo che l'Italia possa ottenere più flessibilità, resta una cosa che va contro i giovani. Se la flessibilità viene usata per fare veri investimenti, ai giovani fa bene - spiega Monti - se viene presentata come una vittoria del Paese rispetto all'Europa ma va a finire tutta o quasi in spesa corrente o di redistribuzione, succede che l'Italia, autorizzata dall'Ue, aumenta il proprio debito pubblico a fronte di spese magari giuste socialmente ma non produttive di maggiore occupazione e reddito in futuro. Dio ci guardi da un'eccessiva simpatia per la flessibilità. E penso che il commissario Gentiloni incontrerà dei limiti, per fortuna, alla flessibilità, mentre ha tra le sue competenze quella della fiscalità, che è fondamentale, anche a vantaggio dell'Italia, per cercare di portare un po' avanti il discorso dell'armonizzazione fiscale».

«Limitare l'uso del contante»

A proposito di fisco, per combattere l'evasione il governo pensa a incentivare i pagamenti in moneta elettronica, per fare in modo che si preferiscano al contante: per il senatore a vita si tratta di «una via forse concettualmente apprezzabile ma macchinosa. Prima di pensare a meccanismi così delicati e sofisticati, chissà poi con quali effetti, ci sarebbe la misura un po' rozza che è relativa al limite dell'uso del contante. Lì bisognerebbe intervenire in maniera più severa. Benissimo andare a cercare di creare un conflitto di interessi tra compratori e venditori su un rivolo di miliardi di transazioni piccolissime, ma se cominciamo a essere più restrittivi sull'uso del contante, almeno su operazioni più grandicelle, qualche vantaggio ci sarebbe. E del resto - conclude Monti - anche le considerazioni che fa la Banca d'Italia e l'autorità contro il riciclaggio del denaro sporco sottolineano sempre che bisognerebbe che il tetto sul contante fosse piuttosto basso».

«In disaccordo con Letta su voto a sedicenni»

In un'intervista a Repubblica, l'ex premier Enrico Letta ha proposto di allargare il voto ai sedicenni. «Per una volta sono del parere opposto a quello di Letta. Il nostro è un Paese che gestisce le proprie politiche contro i giovani, non sono convinto che dando il voto ai sedicenni questo cambierebbe», ribatte a Circo Massimo, su Radio Capital, il senatore Mario Monti. «Mi sembra leggermente demagogico cavarsela dicendo che dobbiamo mettere di più i giovani al centro delle politiche quindi bisogna farli votare. Do più importanza alla prima parte della frase», aggiunge Monti, per il quale «bisogna fare politiche youth-friendly più che dare loro il contentino del voto e continuare a fare politiche che li sfavoriscono». I giovani, ricorda ancora il senatore a vita, crescono «sotto due ipoteche: quella ecologico-ambientale, che vale dappertutto, e quella del debito, che vale per alcuni Paesi. Per questo serve inventarsi una Greta del debito pubblico. Bisognerebbe», conclude con una battuta, «far ringiovanire e femminilizzare il professor Carlo Cottarelli».