24 ottobre 2019
Aggiornato 06:30

Enrico Letta ha fretta: «Lo Ius culturae va fatto subito»

L'ex Premier: «Serve una giusta mediazione tra alleati. Facciamo votare i ragazzi di Greta. Una riforma costituzionale da fare in un anno: il voto ai sedicenni»

L'ex Premier Enrico Letta
L'ex Premier Enrico Letta ANSA

ROMA - Quella che vede Enrico Letta, è un'occasione storica. Da direttore della scuola SciencesPo di Parigi, l'ex premier in un'intervista su «Repubblica» invita il governo Conte a non avere timidezze: lo Ius culturae va fatto subito, trovando la giusta mediazione tra alleati. «Il mio lavoro sono i ragazzi - dice - è a loro che bisogna pensare». Per questo, chiede alla maggioranza un passo concreto, dopo le tante carezze virtuali al popolo di Greta: «Una riforma costituzionale da fare in un anno: il voto ai sedicenni».

«Facciamo votare i ragazzi di Greta»

Sul voto, Letta sottolinea che «è urgente, e che con questa maggioranza si può fare. È un modo per dire a quei giovani che abbiamo fotografato nelle piazze, lodando i loro slogan e il loro entusiasmo: vi prendiamo sul serio e riconosciamo che esiste un problema di sottorappresentazione delle vostre idee, dei vostri interessi». Secondo Letta questa maggioranza può anche trovare un accordo sullo Ius culturae perchè «quando si governa in coalizione le cose vanno fatte insieme. Questo è uno dei temi sul quale si gioca la capacità del Pd di dimostrare leadership e al tempo stesso rispettare gli alleati. Il momento è ora, non si aspetti per ottenere di più».

Morani: «Principio sacrosanto ma momento sbagliato»

«Scrivo questo post con la consapevolezza che attirerò molte critiche ma anche con la convinzione di interpretare il 'sentiment' della maggioranza delle persone che guardano con simpatia al nostro governo. Premetto che lo ius culturae è un principio sacrosanto ed una legge di grande civiltà ma riprendere ora il dibattito sull'approvazione di questo provvedimento è un errore». Lo scrive su Facebook Alessia Morani (Pd), sottosegretario al Mise.

«Paese profondamente diviso»

«Una legge di questo tipo - spiega - deve essere approvata solo dopo avere dimostrato che c'è un modo efficace e diverso da quello di Salvini di governare i flussi migratori e di fare sul serio politiche di integrazione. Il paese è profondamente diviso sul tema dell'immigrazione e non basterà approvare una legge sullo ius culturae per eliminare le tossine del razzismo inoculate da Salvini. Anzi, rischia di avere l'effetto contrario perché ora non sarebbe compresa. Aspettiamo giugno del prossimo anno, diamo il tempo agli italiani di apprezzare la nostra azione di governo e poi approviamo lo ius culturae. Sono anni che diciamo che dobbiamo ritornare in sintonia con il 'popolo' e per farlo, però, occorre prestare davvero l'orecchio a quello che sente il 'popolo'. Abbiamo una grande occasione: per dare serenità al paese e per fare sentire a tutti ma proprio a tutti che siamo un unico popolo a prescindere dal colore della pelle», conclude.