24 ottobre 2019
Aggiornato 06:30

Il piano di Nicola Zingaretti: «Apriamo i circoli a giovani e donne, combattiamo la destra sul territorio»

Il Segretario del PD: «Un cambio radicale, non ci serve un partito delle degenerazioni correntizie, ma un partito capace di farsi marea nella società»

Il Segretario del PD, Nicola Zingaretti
Il Segretario del PD, Nicola Zingaretti ANSA

ROMA - «Continueremo a lavorare per l'unità, non solo dentro il Partito Democratico, ma anche e soprattutto per l'unità del Partito Democratico con le forze sociali, civiche e associative che sostengono ogni giorno questo Paese». Lo ha scritto il segretario Nicola Zingaretti, in un intervento su Huffington post. Zingaretti rilancia il progetto di rinnovamento del Pd: «Apriamo le porte del nostro partito, considerando anche modalità innovative per coinvolgere associazioni e gruppi informali. Apriamo, anche fisicamente, le porte dei nostri Circoli e dei Forum. Trasformiamoli in spazi sociali, aperti e utili al territorio. Inauguriamo la stagione di un Partito Democratico che viva pienamente anche nel mondo digitale: creiamo un ecosistema online dove i nostri iscritti possano partecipare attivamente alle grandi decisioni e alle imprese che abbiamo dinnanzi».

«Un cambio radicale del PD»

«Non ci serve un partito delle degenerazioni correntizie, ma un partito capace di farsi marea nella società - avverte il leader dem -. Promuoveremo una radicale riforma del partito. Organizziamo un grande momento nazionale dedicato a questi temi, perché non possiamo più aspettare. Valorizziamo il merito perché, per costruire la classe dirigente, le competenze, l'entusiasmo e la passione siano più importanti della fedeltà! Diamo spazio a nuovi protagonisti a tutti i livelli, perché il PD diventi il partito del protagonismo giovanile e femminile! Diamo spazio ai territori della nostra Italia! Quante esperienze amministrative straordinarie ci sono nei piccoli e grandi Comuni? Quante esperienze civiche, sociali e associative potrebbero aiutarci a svoltare veramente? Una fase storica si è chiusa. Dobbiamo rimettere in campo una nostra visione del futuro dell'Italia e dell'Europa, una idea del domani, una proposta. Apriamo un processo nuovo. Invadeteci con le vostre idee, con le vostre competenze e il vostro entusiasmo! E' il momento».

«Dal 3 al 6 ottobre in piazza per ascoltare e tesserare»

«Il partito Democratico oggi ha bisogno di tutte e di tutti, per cambiare se stesso e garantire all'Italia il futuro che merita. Cominciamo dal 3 al 6 ottobre nelle strade e nelle piazze, incontrando le persone, facendo le tessere per le strade, ascoltando critiche e opinioni. Ci saranno altre occasioni di incontro e mobilitazione nei mesi prossimi. Ognuno si organizzi, le federazioni, i circoli ma anche i militanti e simpatizzanti. Salvini e le destre possono essere fermate solo se le soluzioni e le nostre politiche risultano più convincenti e se nel Paese, dal nord al sud, gli italiani incontrano una offerta di bella politica che può fare la differenza».

«Non basta tifare per governo, serve radicamento»

«All'orizzonte rischiamo una vecchia trappola: la nostra funzione non si può esaurire nel governo e il Partito Democratico, da nord a sud del Paese, non può limitarsi a tifare l'esecutivo. Non c'è buon governo senza radicamento nella società e connessione con i bisogni, le ambizioni, le idee delle persone. La sfida per il cambiamento e la contesa con le destre si gioca territorio per territorio, Comune per Comune. Per riportare la speranza e la solidarietà dove oggi imperano l'odio e la rabbia. Possiamo dirlo con coraggio e con fierezza: non si vincerà questa sfida senza un grande Partito Democratico unito, aperto, plurale e veramente rinnovato. Ecco perché per noi è arrivato il momento di accettare a tutto campo la sfida dell'innovazione - ribadisce Zingaretti -. 'Unità e cambiamento' è il messaggio che abbiamo ricevuto dal voto alle primarie. Abbiamo avuto la fiducia e l'attenzione di oltre un milione e mezzo di cittadini. Dobbiamo, anzitutto, continuare a cambiare noi stessi. Su questa strada continuiamo, per questa strada ora acceleriamo».