15 ottobre 2019
Aggiornato 13:00

Scissione Renzi, fonti Chigi: «Se fatta prima Conte avrebbe valutato percorribilità del nuovo Governo»

Secondo fonti vicine al Premier, nella telefonata con cui l'ex segretario dem ha annunciato l'uscita dal PD, Conte ha espresso dubbi e fatto osservazioni

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

ROMA - Il premier Giuseppe Conte ha espresso «perplessità» sulla scelta di Matteo Renzi di lasciare il Pd. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi, spiegando che il presidente del Consiglio ha giudicato «singolare la scelta dei tempi di questa operazione": se fosse stata decisa prima della nascita del nuovo esecutivo gli avrebbe dato la possibilità di «valutare la sostenibilità e percorribilità del nuovo progetto di governo».

La telefonata di Renzi

«Il presidente Conte - viene confermato dalle fonti - ha ricevuto, ieri sera, una telefonata dal senatore Matteo Renzi, che lo ha informato della sua intenzione di lasciare il Pd e di formare nuovi gruppi autonomi in Parlamento. Il presidente Conte, nel corso della telefonata, ha chiarito di non volere entrare nelle dinamiche interne a un partito. Ha però espresso le proprie perplessità su una iniziativa che introduce negli equilibri parlamentari elementi di novità, non anticipati al momento della formazione del governo. A tacer del merito dell'iniziativa, infatti, rimane singolare la scelta dei tempi di questa operazione, annunciata subito dopo il completamento della squadra di governo. Ieri hanno giurato, infatti, i viceministri e i sottosegretari».

Perplessità su scelta tempi

«Se portata a compimento prima della nascita del nuovo esecutivo, questa operazione, niente affatto trascurabile, avrebbe assicurato - sottolineano le fonti di Palazzo Chigi - un percorso ben più lineare e trasparente alla formazione del governo. Il Presidente incaricato avrebbe potuto disporre di un quadro di riferimento più completo per valutare la sostenibilità e la percorribilità del nuovo progetto di governo che ha presentato al Paese. Le considerazioni del Presidente del Consiglio si fermano qui. Virgolettati o ragionamenti che in questo momento vengono attribuiti dai mezzi di informazione al Presidente Conte sono destituiti di ogni fondamento», concludono.

Di Maio sente Conte: «Nessuna preoccupazione»

Il ministro degli Esteri e capo politico del M5s, Luigi Di Maio, ha sentito il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando, tra l'altro, anche dell'uscita dal Pd di Matteo Renzi. Secondo quanto spiegano fonti del Movimento 5 stelle, da parte di Di Maio «non c'è alcuna preoccupazione» per eventuali conseguenze dell'iniziativa dell'ex premier sulla tenuta del governo. Tra Di Maio e Renzi, invece, oggi non c'è stato un colloquio ma ci sono stati contatti a livello parlamentare tra renziani ed esponenti pentastellati.