18 ottobre 2019
Aggiornato 06:00

«Forza Italia non vuole morire sovranista». Parola di Antonio Tajani

Dal 20 al 22 settembre si ripete il tradizionale appuntamento organizzato da Antonio Tajani, con una nuova location: Viterbo invece della «storica» Fiuggi

Silvio Berlusconi e Antonio Tajani
Silvio Berlusconi e Antonio Tajani ANSA

ROMA (ASKANEWS) - Tre giorni di confronto e dibattiti su «l'Italia e l'Europa che vogliamo» per non morire sovranisti. Dal 20 al 22 settembre si ripete il tradizionale appuntamento organizzato da Antonio Tajani, con una nuova location: Viterbo invece della «storica» Fiuggi. Per Forza Italia sarà occasione per fare il punto sulla coalizione del centrodestra e il rapporto con gli (ex) alleati.

No ad una coalizione sovranista

«Vogliamo creare un'alternativa di centrodestra a questo governo, ma - spiega il vice presidente azzurro - non può essere una coalizione sovranista. Ognuno è differente dall'altro e siamo convinti che soltanto con una forte anima liberale, cristiana, riformista si possa governare e vincere. Questo significa caratterizzare la coalizione con una presenza forte di Forza Italia». Ospite all'apertura dei lavori venerdì pomeriggio sarà il segretario generale del Ppe Antonio Lopez-Isturiz White, mentre a chiudere la convention, domenica mattina alle 11.30, sarà Silvio Berlusconi. Attesi anche i presidenti di Confindustria, Confagricoltura, Coldiretti, Confapi.

La flat tax per dare speranze e prospettive alle imprese

«Crediamo in un centrodestra unito, ma queste giornate servono anche a caratterizzare l'essenza di Forza Italia come protagonista del centrodestra», dice ancora Tajani nel corso di una conferenza stampa in cui affronta anche i temi di attualità politica. A cominciare da quella economica. «La flat tax - sottolinea - per noi è la soluzione migliore per dare speranze e prospettive alle nostre imprese. Ci sono milioni di imprese che hanno bisogno di un messaggio di fiducia. Servono investimenti in infrastrutture, serve ridurre il cuneo e serve meno assistenzialismo. Il governo non ha cambiato di una virgola, il reddito di cittadinanza non risolve il problema. I giovani hanno bisogno di lavoro».