12 novembre 2019
Aggiornato 23:00

Di Battista fa sue le parole di Luigi Di Maio: «Se il Pd vuol far saltare tutto ne risponderà agli elettori»

«Ieri Luigi ha parlato come ha il dovere di parlare il Capo politico del Movimento. Ha parlato come avrei parlato io e migliaia di attivisti»

Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista
Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista ANSA

ROMA - «Il Movimento ha un enorme potere contrattuale e questo rappresenta un'occasione per portare a casa risultati attesi dai cittadini italiani da 20 anni. Se poi gli esponenti del PD dovessero far saltare tutto perché non vogliono fermare inceneritori e trivellazioni, non intendono colpire i conflitti di interessi che generano accentramento di potere, non pensano di salvaguardare l'acqua pubblica o di redimersi dopo anni di regalie fatte proprio da loro ai Benetton beh, lo spiegheranno ai loro elettori e lì, forse, capiranno il significato della parola ultimatum».

«Di Maio ha parlato a nome di tutti»

Lo ha dichiarato Alessandro Di Battista, facendo sue le parole di ieri di Luigi Di Maio all'uscita dall'incontro con il premier incaricato Conte e coprendolo a 360 gradi. «Ieri Luigi ha parlato come ha il dovere di parlare il Capo politico del Movimento. Ha parlato come avrei parlato io e migliaia di attivisti. Ha parlato a nome di un Movimento che un anno e mezzo fa ha vinto le elezioni proprio perché ha proposto gli stessi temi di ieri», ha sottolineato su Facebook Di Battista.

L'ultimatum dagli elettori del PD

«Ieri - ha affermato Di Battista - alcuni esponenti del Partito Democratico hanno parlato di 'ultimatum' del Movimento 5 Stelle. È davvero paradossale il fatto che quelli del PD considerino 'ultimatum' idee e soluzioni sacrosante per il benessere collettivo. Oltretutto nei 20 punti presentati ieri ci sono quelle riforme che il PD e i suoi derivati hanno promesso per 20 anni senza mai realizzarle preferendo cedere agli ultimatum (quelli veri) di Berlusconi. Parlerò poco in questi giorni ma una cosa la voglio dire. Il PD si dovrebbe preoccupare degli 'ultimatum' che gli hanno dato ripetutamente milioni di elettori o ex-elettori. Sono loro ad avergli detto: 'o fate una legge sul conflitto di interessi o andate a casa'. Sono loro che hanno votato Sì al referendum sull'acqua pubblica e ancora aspettato che venga rispettato. Sono loro che oggi chiedono a gran voce la revoca delle concessioni autostradali ai Benetton. Il Movimento gli ha messo su un piatto d'argento soluzioni e proposte e loro si lamentano pure?»