17 novembre 2019
Aggiornato 17:00

Renzi: «Con Zingaretti il Pd è tornato a prendere il voto di D'Alema»

L'ex Premier, Matteo Renzi, ribadisce la sua contrarietà ad un dialogo con i 5 Stelle: «Leopolda di ottobre grande momento di svolta e di proposta»

L'ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi
L'ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi ANSA

ROMA - Tre parole per descrivere il Pd? «Le tre parole sono: 'chieda a Zingaretti'». Così Matteo Renzi in una intervista ad Avvenire. «Non sono più il segretario del Pd. E mi pare che molte cose siano cambiate. Il nuovo segretario ha scelto per le riforme uno che ha votato no al referendum. Per il lavoro uno contrario al Jobs act. Membri della segreteria hanno chiesto che non parlassi io in Senato contro Salvini. Il Pd è tornato a prendere il voto di D'Alema e di chi fece la scissione due anni fa. Dunque, è un altro Pd. Tutto legittimo, sia chiaro. Non mi si chieda di giudicarlo».

Renzi: «No al dialogo con i 5 Stelle»

L'ex segretario ed ex premier ribadisce la sua contrarierà ad un dialogo con il MoVimento Cinque Stelle sulla base, come ha detto nei giorni scorsi Dario Franceschini, di valori comuni. «Alcuni esponenti del Pd hanno invitato a pensare a un dialogo sulla base di non meglio precisati valori. Io mi chiedo: ma quali sono questi valori condivisibili? La democrazia diretta? Loro hanno una visione antiscientifica e anti-democratica. Sono l'opposto della democrazia, nel momento in cui hanno un responsabile scelto per via dinastica e attuano il sistema di cacciare chi è in dissenso. Con questi soggetti un accordo è impossibile». Secondo Renzi, se la sua mozione contro Matteo Salvini «fosse stata presentata per tempo, avremmo costretto Salvini a venire in aula e, quindi, M5s a decidere in modo palese se votare o no per il ministro dell'Interno. Quelli che non l'hanno voluta, hanno fatto un favore ai 5 stelle. Ora lo scenario è già diverso, ha un minore impatto».

«Grande attenzione per Macron»

Matteo Renzi ritiene che «la vera sfida è una battaglia per creare paradigmi diversi nell'economia - rivedendo il peso dell'austerità - , nella cultura, nell'identità, nell'integrazione. Ma guardo con grande attenzione anche alle mosse di Renew Europe, la nuova formazione liberale voluta da Macron».

Nessuna autocritica

Al giornalista che nota che l'ex premier non fa nessuna autocritica e gli domanda come costruire un'alternativa al governo giallo-verde, Renzi risponde: «Intanto bisogna dire no senza sosta alle loro fake news. Poi arriverà il momento di raccontare che cosa vogliamo fare noi, non solo di criticare gli altri. E per questo la Leopolda di ottobre sarà un grande momento di svolta e di proposta. Il meglio deve venire».

«Che schifo le polemiche su Bibbiano»

«Che schifo le polemiche su Bibbiano. Se qualcuno ha fatto male ai bambini - afferma l'ex premier - deve essere punito senza incertezze. Su questi temi non si scherza. Ma fa male ai bambini anche chi strumentalizza per un voto in più. Nelle case famiglie, nell'istituto dell'affido o dell'adozione, nel Terzo settore c'è tanto amore, tanto. Chi è passato da certe esperienze sa che cosa significhi entrare in punta di piedi nella vita degli altri e mai può accettare la meschina battaglia politica. Lo sciacallaggio su questi temi - afferma Renzi - è indecente. Difendiamo i bambini, facciamolo tutti insieme, senza polemiche di partito».