17 settembre 2019
Aggiornato 02:30

Giorgia Meloni lancia l'Opa su Forza Italia. FdI punta al «Governo sovranista»

Se da una parte la Meloni pensa che il Cavaliere sia archiviato, dall'altra nel suo progetto contempla invece la presenza del Governatore della Liguria, Giovanni Toti, «eretico» azzurro

La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni
La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni ANSA

ROMA - Riuscire a superare il risultato di cinque anni fa è scontato. Migliorare la performance del 4 marzo altamente probabile. Ma c'è un obiettivo più ambizioso che Giorgia Meloni si è data per queste Europee: portare Fratelli d'Italia a pareggiare, o meglio a superare, Forza Italia. Per dimostrare che c'è vita oltre il governo gialloverde, che può nascere un esecutivo a trazione sovranista che tenga fuori il M5s, ma anche Silvio Berlusconi.

Governo sovranista

E di quella nuova maggioranza, Giorgia Meloni - che guida le liste in tutte le circoscrizioni - vuole essere la seconda gamba, anche andando oltre i confini del suo partito. Come ha già cominciato a fare in questa competizione elettorale, «assorbendo» nelle proprie liste i candidati di Raffaele Fitto, con cui condivide l'appartenenza alla famiglia europea dei Conservatori.

I sondaggi

Per ottenere questo risultato, tuttavia, i consensi dovrebbero praticamente raddoppiare rispetto al 4 marzo: un obiettivo difficile che, però, dalle parti della leader di Fdi, considerano possibile: «I sondaggi dicono che con Forza Italia siamo praticamente appaiati».

Trend in crescita

Alla scorse europee, la formazione della Meloni aveva raggiunto il 3,66%, mentre alle Politiche di un anno fa il risultato era stato abbondantemente sopra la soglia: 4,4%. Alle ultime tornate amministrative, comunque, la formazione ha dimostrato di essere in buona salute mantenendo sempre un trend in crescita.

L'«Opa» su Forza Italia

Il progetto di governo sovranista immaginato da Giorgia Meloni esclude Berlusconi. Con gli azzurri la competizione elettorale per queste Europee è stata fortissima, alimentata anche da alcuni recenti cambi di casacca, sia in Parlamento che a livello locale: da ultimo la presenza tra i candidati sovranisti di Elisabetta Gardini, fresca di uscita dal partito azzurro in polemica con Antonio Tajani. «Troppe cose ci dividono da Forza Italia, dalle amministrative all'Europa», ha detto recentemente la leader di Fdi. L'ex premier non è certo rimasto a guardare: fa così - ha replicato - perché «ha un partito piccolo e teme di non arrivare al 4% di sbarramento».

L'«eretico» Toti

Se da una parte la Meloni pensa che il Cavaliere sia archiviato, dall'altra nel suo progetto contempla invece la presenza del Governatore della Liguria, Giovanni Toti, «eretico» azzurro, da tempo in rotta di collisione con i vertici di Fi.

FdI guarda al ceto produttivo

In questo anno, tuttavia, Fratelli d'Italia ha anche cercato di cambiare un po' pelle, provando a uscire dalla nicchia del partito di destra-destra (considerando anche l'ingombrante presenza da quelle parti di Matteo Salvini). Per questo ha cominciato a guardare al ceto produttivo, a provare a conquistare quella fetta di elettorato - e ci risiamo - che in passato molto aveva confidato in Forza Italia. Da qui, anche la scelta di tenere a Torino l'assemblea programmatica del partito che ha segnato l'inizio della campagna per le Europee. Senza però smettere di strizzare l'occhio al «suo» mondo, come dimostra la candidatura di Caio Mussolini, nipote del Duce.