24 giugno 2019
Aggiornato 17:30
Governo

Renato Brunetta lancia l'allarme: «Probabile patrimoniale in arrivo»

Il responsabile economico di Forza Italia: «Ecco cosa potrebbe chiedere l'Europa all'Italia dopo le elezioni. Lega eviti dichiarazioni masochistiche e lasci M5s»

Renato Brunetta, responsabile economico di Forza Italia
Renato Brunetta, responsabile economico di Forza Italia ( ANSA )

ROMA - «Cosa potrebbe chiedere l'Europa all'Italia subito dopo le elezioni? Oltre ai chiarimenti sull'eccesso di deficit e debito, di far scattare la clausola di salvaguardia salva deficit da 2 miliardi di euro, che consiste nel taglio di servizi pubblici di pare ammontare. Poi la promessa di aumentare l'IVA nella prossima Legge di Bilancio, per la quale non ci saranno altri bonus in termini di flessibilità concordata. Senza dimenticare che ci può sempre essere l'opzione della patrimoniale sulla prima casa invocata, da ultimo, anche dal governatore della banca d'Olanda. Sempre che a fare la manovra sia sempre questo Governo e non un ennesimo Governo tecnico o un altro che si formi per rimediare ai disastri economici fatti da quello attuale». Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.

Lega eviti dichiarazioni masochistiche e lasci M5s

«Come riportato oggi dalla stampa, il Tesoro dovrà emettere ben 64 miliardi di euro in titoli di Stato nei prossimi 2 mesi, in un momento non favorevole, considerando il nuovo aumento dello spread e dei rendimenti sul mercato secondario, con il decennale in area 2,8%, che sono sempre un ottimo indicatore per prevedere i rendimenti di emissione alle prossime aste».

Debito pubblico a livelli insostenibili

«Con l'ulteriore incognita - aggiunge - dell'acuirsi delle tensioni commerciali tra Stati Uniti, Cina e Unione Europea, dalle quali l'Italia è una delle economie che più ha da perdere. Il nostro paese, tra le altre cose, è l'unico in Europa a non rispettare, in questo momento, la condizione di stabilità del debito pubblico, che si ha quanto il tasso di crescita nominale del Pil è superiore al costo medio di finanziamento del debito. Il che significa che il debito crescerà ulteriormente. Per questi motivi, invitiamo nuovamente il vicepremier Salvini ad evitare di fare dichiarazioni masochistiche sul rispetto delle regole europee e lasciare al più presto il Movimento Cinque Stelle che, con la sua politica assistenzialista, sta portando il debito pubblico a livelli insostenibili».