18 luglio 2019
Aggiornato 00:00

Salvini battezza l'«Internazionale sovranista»: saremo il primo gruppo in Europa

La Lega guida il fronte che punta su un blocco di 150 deputati all’Europarlamento per spezzare l’asse tradizionale tra Cristiano democratici, Socialisti europei e liberali

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MILANO - Per ora di certo c'è solo il nome: European Alliance of People and Nation. Il resto, è ancora tutto avvolto nell'indeterminatezza dei «vedremo», «ne parleremo»: i contenuti del manifesto politico del nuovo gruppo europeo, la lista degli aderenti, lo Spitzenkandidat per la guida della Commissione Europea. Il nuovo gruppo dei sovranisti che si formerà per le prossime Europee vede per ora il nucleo dell'Enf di cui Matteo Salvini si definisce «portavoce unico», Alternative fur Deutschland che arriverà dall'Effd, il Finns party e il Dansk Folkeparti che hanno già detto addio all'Ecr. Altri arriveranno, assicura Salvini in conferenza stampa a Milano con i tre alleati, tanto che «l'obiettivo ambizioso di chi è a questo tavolo è di dar vita al gruppo più numeroso, importante, deciso e rivolto al futuro del prossimo Parlamento Europeo. Non facciamo le cose per partecipare, l'obiettivo è vincere e cambiare l'Europa», diventando «finalmente forza di governo in Europa» dopo essere stati esclusi da ogni possibile alleanza.

Verso l'Europa del buonsenso

Sui contenuti del manifesto intorno al quale aggregare questo consenso, per ora fa da ombrello la categoria del «buonsenso», che Salvini prova ad applicare anche in Ue: «Verso l'Europa del buonsenso», è infatti il titolo dell'appuntamento di Milano, con decine di giornalisti accreditati anche da testate internazionali. Il leader della Lega parla di «tutela delle indentità», cita l'Europa voluta da «San Giovanni Paolo II», e non entra nel merito ad esempio delle differenze in politica economica, con i partiti della destra europea strenui difensori di un rigore che invece la Lega vede come una gabbia. Sul tema dell'immigrazione, invece, Salvini sostiene che il sovranismo che in Europa ferma ogni progetto di ricollocamento sarà superato alla radice: «Il nostro obiettivo non è redistribuire i migranti illegali, ma proteggere i confini esterni e stroncare il traffico di uomini».

Salvini capolista della Lega

Quanto allo Spitzenkandidat, Salvini nicchia: «Al momento non ho questa ambizione, penso di fare ancora a lungo il ministro dell'Interno», anche se conferma la decisione di correre come capolista della Lega in tutte le circoscrizioni delle Europee. Gli alleati lo elogiano, «sarebbe il candidato perfetto», ma più realisticamente lo immaginano come commissario italiano nel nuovo esecutivo comunitario.

Non governeremo con i socialisti

Tuttavia, la vera incognita resta sul come il neonato Eapn potrà spendere i seggi che conquisterà all'Europarlamento: sui numeri non si sbilancia, Salvini, rispetto alle previsioni di 120 o addirittura 150 eletti, ma alla domanda su un possibile confronto con il Ppe replica così: «Sicuramente non governeremo con i socialisti. Il Partito popolare scelga, se vogliono continuare a inciuciare con il Pse, i Verdi, i Liberali, o se vogliono il cambiamento vero». Nel Ppe c'è, ancora, l'amico Orban, ma il problema resta la pregiudiziale che in molti aderenti al Ppe pesa sul dialogo con l'estrema destra: «Poi vedremo i numeri, tutto passa dai numeri», spiega Salvini.

Qui cattive compagnie non ce ne sono

Di sicuro il leader della Lega continua a negare che la compagnia con cui si presenta alle Europee possa essere 'imbarazzante': «Qui cattive compagnie non ce ne sono, le cattive compagnie sono quelli che hanno governato fin qui. Qui non ci sono al tavolo nostalgici, estremisti o reduci: gli unici nostalgici sono a Bruxelles, noi guardiamo al futuro. Lo stanco dibattito tra destra e sinistra, fascisti e comunisti, non appassiona i cittadini. Lo lasciamo agli storici, noi guardiamo al futuro per il sogno che salverà l'Europa, affossata dai banchieri e dai burocrati» e dalla «alleanza tra democristiani e socialisti». Sarcasmo sulle preoccupazioni dell'alleato di governo: «Le polemiche locali interessano poco», liquida i dubbi di Di Maio.

L'emergenza in Europa si chiama «Islam politico»

Ma le domande sull'Olocausto e sul terreno ideologico condiviso anche dai terroristi di destra, ultimo l'assassino di Christchurch, arrivano anche oggi: «Il nazismo fu barbarie, quelle atrocità sono una realtà storica e non so come si possa metterla in dubbio, l'Olocausto è il fatto più grave e triste della storia tedesca: nessuno nell'Afd lo mette in dubbio in qualunque forma», assicura Meuthen. Ma per tutti i presenti, l'emergenza in Europa si chiama «Islam politico» o, come mitiga Salvini, «l'estremismo islamico», più che i «gruppuscoli di estrema destra». E alla fine il collante resta la questione migratoria: «Vogliamo mettere fine all'immigrazione illegale che abbiamo visto negli ultimi 5 anni in Europa, sintomo che la sicurezza non è stata presa sul serio. Vogliamo proteggere l'identità culturale europea», dice il finlandese Olli Kotro. E Salvini chiosa: «Vogliamo riscoprire quelle radici cristiana che l'Europa ha messo da parte».