18 febbraio 2019
Aggiornato 05:30
L'autorizzazione a procedere

Caso Diciotti, Gasparri alla Giunta: «Negare il processo a Matteo Salvini»

Il presidente della Giunta per le immunità del Senato invierà ai giudici di Catania gli atti firmati da Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Danilo Toninelli allegati alla memoria difensiva di Matteo Salvini

Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini
Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini ANSA

ROMA - Il Tribunale dei ministri di Catania, che ha chiesto l'autorizzazione a procedere a carico di Matteo Salvini per il caso dei migranti trattenuti per cinque giorni ad agosto a bordo della nave della Guardia costiera Diciotti, dovrà valutare anche la documentazione allegata alla memoria che lo stesso ministro dell'Interno ha depositato presso la Giunta per le elezioni e le immunità parlamentari del Senato. E' questa la decisione che i membri della Giunta hanno assunto stamattina: gli allegati infatti contengono i documenti presentati dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dal vicepremier Luigi Di Maio e dal ministro Danilo Toninelli in cui si certifica che le scelte fatte in quei giorni sono il frutto di decisioni collegiali del Governo e non di una scelta individuale di Salvini.

Riunione aggiornata alle 16 di oggi

L'iter però va avanti, ha precisato il presidente della Giunta Maurizio Gasparri, relatore su questa vicenda, che ha proposto di respingere la richiesta dei magistrati siciliani perchè l'azione di Salvini, ha spiegato, è legata alle scelte politiche del Governo e ai «preminenti interessi pubblici» che deve tutelare. La riunione è stata quindi aggiornata alle 16 di oggi. Gasparri ha rivendicato come sua scelta la proposta, approvata dai suoi colleghi di Giunta, di mettere le carte presentate dal Governo a disposizione del Tribunale dei ministri; la stessa proposta comunque era stata avanzata in precedenza dall'ex presidente del Senato Pietro Grasso, che ha alle spalle una lunga carriera di magistrato.

Resta il nodo 5 Stelle

Resta il nodo della decisione che deve assumere il Movimento 5 stelle: da sempre la forza più critica contro l'istituto dell'immunità per i membri del Governo e del Parlamento, da tempo in fibrillazione interna per la necessità di difendere la stabilità dell'esecutivo gialloverde di fronte alla richiesta di Salvini di non essere mandato a processo. «Alla fine ci toccherà difendere Salvini», borbottano da settimane alcuni parlamentari vicini ai vertici del movimento, ma non si tratterà di una scelta indolore. Il senatore stellato Mario Giarrusso si è limitato a dire oggi che la posizione da assumere verrà valutata anche in base alla «documentata» relazione di Gasparri e non ha anticipato l'orientamento del suo gruppo. Ma il tempo stringe, e il momento della scelta si avvicina.