23 maggio 2019
Aggiornato 03:30
Governo Lega-M5s

Enrico Letta e i 5 Stelle: «Al potere contro i parrucconi, con incompetenza tornano i burocrati»

Lo afferma l'ex premier Enrico Letta rispondendo, in un'intervista al Fatto Quotidiano, alla domanda se sarà possibile per il governo e per i Cinquestelle gestire il caso Diciotti e Salvini senza che vada tutto all'aria

L'ex Premier, Enrico Letta
L'ex Premier, Enrico Letta ( ANSA )

ROMA - «Dipende se riescono a spostare il problema a dopo le Europee, immaginando una fine anticipata della legislatura. Ma i Cinque Stelle corrono gli stessi rischi di tutti i nuovi fenomeni politici di questi anni. L'innamoramento che ho visto in Francia per Emmanuel Macron non ha eguali, se non forse quello dell'Italia di oggi per Salvini. Ma c'è un momento in cui finisce. E quando passi dall'altra parte poi è durissima tornare indietro». Lo afferma l'ex premier Enrico Letta rispondendo, in un'intervista al Fatto Quotidiano, alla domanda se sarà possibile per il governo e per i Cinquestelle gestire il caso Diciotti e Salvini senza che vada tutto all'aria.

Caso Diciotti

Negare l'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell'Interno, ragiona, sarebbe «un suicidio di massa» per il Movimento cinque stelle e del resto quello che fa Salvini, «il gioco della divisa è indegno di uno Stato di diritto che prevede la distinzione tra il politico che fa le regole e l'apparato che le esegue». I Cinquestelle, aggiunge Letta, «sono andati al potere contro la tecnocrazia, contro il 'parrucconi', ma un politico incompetente finisce per ridare tutto il potere ai burocrati».

Il reddito di cittadinanza?

«Il Pd era senza guida, in una transizione infinita. Comandava Matteo Renzi anche dopo le dimissioni da segretario. E in assenza di una leadership legittimata e solida, c'è soltanto un'opposizione a prescindere, a tutto». Ma quello che è stato fatto ora «è una bandiera» benchè il reddito di cittadinanza sia «un primo passo per affrontare un grave problema di marginalità» e «fa parte del Dna del centrosinistra». «Io non difendo il provvedimento nei dettagli, è incompleto, ma non posso accettare lo scherno o la critica pregiudiziale. Mentre Quota 100 è soltanto una marchetta elettorale, miliardi buttati», conclude Letta.