19 luglio 2019
Aggiornato 16:00

L'appello di Laura Boldrini a Carlo Calenda: «Veti a Sinistra non servono»

La leader di Liberi e Uguali in una intervista a Repubblica spiega che bisogna «scongiurare» un'ammucchiata: «Se è lista per chi ha già votato Pd è un progetto modesto»

Laura Boldrini
Laura Boldrini ANSA

ROMA - L'appello di Carlo Calenda «Siamo europei» può «andare nella direzione giusta ma nel dibattito di questi ultimi giorni vedo il rischio di una piega troppo politicista. E poi non si può costruire una lista unitaria dicendo a priori chi deve farne parte e chi no». Lo afferma Laura Boldrini (Leu) in una intervista a Repubblica nella quale spiega che bisogna «scongiurare» un'ammucchiata.

Serve uno sforzo di aggregazione

«Ma proprio per questo occorre fare chiarezza e rispondere a una domanda precisa: si vuol fare una lista per chi ha già votato Pd alle ultime elezioni? Oppure si vuole allargare rivolgendosi a chi ha fatto altre scelte oppure si è astenuto?», si chiede. «Nel primo caso - commenta l'ex presidente della Camera - sarebbe un progetto modesto e autoreferenziale che non andrebbe molto lontano. E' necessario uno sforzo di aggregazione di tutte le culture progressiste così da attrarre anche quelle realtà che non voterebbero gli attuali partiti».

Zedda: Fronte unito per vincere contro sovranisti

«Calenda mi ha chiesto di firmare l'appello. L'ho ringraziato ma io ora sono impegnato con le Regionali e se l'avessi fatto ci sarebbe stata una fibrillazione nella coalizione. Questo dibattito sulle Europee lo avrei spostato più in là, quando il segretario del Pd fosse stato eletto ad esempio». A parlare, in una intervista a Repubblica, è Massimo Zedda, sindaco di Cagliari e candidato alla presidenza della Regione Sardegna con uno schieramento di centrosinistra che va dal Pd a Campo Progressista, a Leu, al movimento di Federico Pizzarotti.

Bene la lista di Calenda per le Europee?

«Non sono mai per dire agli altri cosa devono fare. Centrale è il progetto. Con o senza i simboli dei partiti. Per le Europee auspicherei un simbolo comune. Oggi è come quando sotto i bombardamenti suonavano le sirene. Stanno suonando da mesi e mesi con il governo di Salvini e di Di Maio». Comunque, conclude Zedda, «dobbiamo ricomporre la sinistra e avere la capacità di parlare ai moderati preoccupati da questo Governo».