25 aprile 2019
Aggiornato 21:30
Conti pubbici

«FMI scorretto, l'Italia non è un rischio globale»

Lo ha detto Francesco Boccia, Deputato del Partito Democratico e candidato al congresso del partito: «In ogni caso saremo sempre dalla parte dell'Italia». Di altro avviso Luigi Marattin

Francesco Boccia, candidato alla Segreteria del PD
Francesco Boccia, candidato alla Segreteria del PD ( ANSA )

ROMA - «Trovo ingiusta e sbagliata l'analisi del Fmi che valuta la condizione economica del nostro Paese addirittura come un rischio globale. Rispetto il Fmi ma l'Italia non è un paese a rischio. Ha un governo che sta trascinando il Paese nelle sabbie mobili della recessione ma non siamo a rischio. E in ogni caso saremo sempre dalla parte dell'Italia». Lo ha detto Francesco Boccia, deputato Pd e candidato al congresso del partito, intervistato da Radio Radicale.

Una correzione dei conti sarà inevitabile

«Il governo però - ha aggiunto - non può ignorare le valutazioni sulla crescita di Bankitalia, UPB e centri studi terzi, i numeri non barano. Nel 2019 non avremo un punto di Pil ma ci fermeremo purtroppo allo 0.5/0.6 e con questi numeri il Bilancio approvato in zona Cesarini a fine dicembre, senza nessun confronto con le opposizioni, non può reggere. Una correzione dei conti sarà inevitabile, ma evitiamo di creare ulteriori tensioni e rivediamo in Parlamento le politiche economiche del governo».

Di altro avviso Luigi Marattin

«Guardando i dati più recenti del Fondo Monetario Internazionale possiamo finalmente trovare un risultato del 'governo del cambiamento'. Mentre nel 2017 - ultimo anno pieno di governo Pd - la crescita italiana era la più bassa d'Europa (ma superiore a quella di altre realtà mondiali come Russia, Brasile, America Latina), nel 2019 - primo anno di governo pieno di M5S e Lega - la crescita italiana sarà la peggiore del mondo. A me pare un bel salto». Così in una nota Luigi Marattin, capogruppo Pd della commissione Bilancio della Camera.

De Poli (Udc): Politiche fallimentari

«Il Fondo monetario internazionale taglia le stime di crescita dell'Italia: +0,6% nel 2019. E il M5S domani con il presidente Conte festeggia il traguardo della misura-bandiera del reddito di cittadinanza. Il provvedimento voluto dai Cinque stelle (per i quali sono stati spesi ben 6 miliardi in manovra), secondo l'Istat, di fatto lascia fermo il Pil (è previsto un aumento pari ad appena lo 0,2%). Per il resto la manovra aumenta solo le tasse. Su fisco ed economia le politiche del Governo sono fallimentari». Lo afferma il senatore e presidente Udc, Antonio De Poli.

Bloccati 25 miliardi di investimenti

«Come certifica oggi il dossier pubblicato oggi su La Stampa, 27 progetti infrastrutturali sono fermi. Bloccati 25 miliardi di investimenti che porterebbero a 400.000 posti di lavoro. Su politica economica e fiscale e grandi opere M5S e Lega parlano due lingue incompatibili e, finora, come ha dimostrato la Legge di Bilancio, hanno prevalso le politiche assistenzialiste della peggiore sinistra statalista. A farne le spese è l'Italia che, giorno dopo giorno, rischia di perdere il treno della ripresa. Basta con gli slogan e la propaganda elettorale», conclude De Poli.