19 luglio 2019
Aggiornato 02:00

Renzi si riscopre di sinistra: «Noi dalla parte del lavoro, non dell'assistenzialismo»

L'ex Premier in un post su Facebook: «Per colpa di misure come il reddito di cittadinanza, che tolgono risorse a investimenti e lavoro e le mettono sull'assistenzialismo, andremo in recessione»

Matteo Renzi
Matteo Renzi ANSA

ROMA - «Il reddito di cittadinanza non è una misura contro la povertà». Lo afferma Matteo Renzi. «Mettiamo qualche puntino sulle I su questa storia del reddito di cittadinanza come strumento giusto, a sostegno dei più poveri. È falso», esordisce l'ex leader Pd in un post sui social.

Si punta su assistenzialismo

«Una misura contro la povertà in Italia - osserva - c'è già. L'abbiamo prevista noi nel 2016, è operativa dal 2018, si chiama Rei. Si vuole migliorarla? Prego, avanti. Ma il reddito di cittadinanza non è una misura contro la povertà: questo per me è un drammatico errore concettuale. E non perché mancano i soldi rispetto alle promesse della campagna elettorale. Ma perché noi siamo una repubblica democratica fondata sul lavoro, non sul sussidio. Perché noi vogliamo combattere la povertà creando posti di lavoro e non garantendo assistenzialismo o, peggio ancora, accentuando il lavoro nero».

Il lavoro non sparirà

«Qual è - chiede l'esponente dem - il principio ispiratore del RDC? L'idea che nel 2054 lavoreremo per l'1% del nostro tempo perché i robot faranno i nostri lavori. Lo sosteneva su un quotidiano Casaleggio qualche giorno fa. Io ritengo questo impianto concettuale sbagliato e dannoso: cambieranno i lavori, lavoreremo in modo diverso, ma continueremo a lavorare. Il lavoro non sparirà. E questo neoluddismo digitale perderà la sfida, come è sempre accaduto al luddismo in qualsiasi cambiamento d'epoca. A chi ci fa la morale dicendo che questa è una misura di sinistra io dico che essere di sinistra significa stare dalla parte del lavoro, non dell'assistenzialismo. Lavoro, lavoro, lavoro. Altro che lavoro in nero e assistenzialismo. Poi vediamo che cosa accadrà».

Andremo in recessione

«Io penso - prosegue Renzi - che per colpa anche di misure come queste, che tolgono risorse a investimenti e lavoro e le mettono sull'assistenzialismo, andremo in recessione. Salvini e Di Maio dicono invece che ci sarà un boom economico. Il tempo dirà chi ha ragione. Ma la mia contrarietà al reddito di cittadinanza non è legata solo a una questione economica, ma anche a una questione etica: la repubblica democratica fondata sul lavoro non può affondare sui sussidi e sull'assistenzialismo».