17 settembre 2019
Aggiornato 03:00

Grillo: «Vaccini vanno fatti, sono prevenzione primaria». E il governo pensa a come migliorare la sanità pubblica

La Ministra della Salute a Presa Diretta invita tutti a prestare attenzione, soprattutto al morbillo. Poi affronta il delicato tema pubblico-privato

La ministra della Salute Giulia Grillo
La ministra della Salute Giulia Grillo ANSA

ROMA - «I vaccini sono strumento di prevenzione primaria. Vanno fatti. Tutti e dieci». Parola del ministro della Salute, Giulia Grillo, intervenuta a Presa Diretta su Rai3. E in questo particolare momento va posta particolare attenzione al morbillo - ha aggiunto - perché è in atto una diffusione «abbastanza sostenuta» che non riguarda solo i bambini ma anche gli adulti. Grillo invita anche gli adulti a fare il vaccino contro il morbillo perché spesso sono loro che lo trasmettono poi ai bambini, dice. E i casi più gravi li abbiamo avuti proprio fra gli adulti. «Quello che ci interessa come Governo è l’informazione. L’obbligo può essere utile ma soprattutto è importante informare i cittadini». Poi, una battuta sul collega di governo Matteo Salvini: «Ovviamente ad ognuno le sue competenze, ma sulla questione vaccini Salvini è stato frainteso. Ha vaccinato i suoi figli».

«Il pubblico deve essere più competitivo del privato»

La ministra ha poi parlato del rapporto tra pubblico e privato: «Il pubblico deve essere più competitivo del privato, o rischiamo che le poche risorse umane che abbiamo vadano a lavorare tutte nel privato e la sanità pubblica chiude». Per questo, il governo spiega di aver aumentato i fondi per le borse di specializzazione «perché oggi mancano soprattutto medici specialisti». Secondo Grillo c'è un «imbuto» tra chi si laurea e chi si specializza. Abbiamo più laureati di quanti poi ne riusciamo a formare nelle scuole di specializzazione, di conseguenza mancano gli anestesisti, i radiologi, i cardiologi. Per questo la ministra e il suo team stanno lavorando a una riforma del sistema post laurea che faccia passare il medico direttamente dalla laurea alla specializzazione, come avviene in tutta Europa. Inoltre, stanno lavorando sullo sblocco delle assunzioni.

«Nessun dossier sul Css»

Infine, un commento sul presunto dossier relativo al Css: «Nessun dossier», ha assicurato il ministro, sui componenti del Consiglio Superiore di Sanità, nessuna lista di prescrizione, ma «una polemica surreale totalmente fondata sul nulla». Al contrario, «siamo il primo Governo che torna a investire sulla ricerca scientifica. Non farò nomine politiche, mi sono solo preoccupata di vedere se qualcuno le avesse fatte», il Css «l’avevo già sciolto», ha concluso.