17 settembre 2019
Aggiornato 06:00

Di Maio: «Se un giornale non si vende perchè tenerlo aperto?»

Il Ministro dell'Interno: «Se nessuno lo legge non ha senso metterci soldi pubblici. Soldi a Radio Padania per bando fatto dal PD»

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio ANSA

ROMA - «Se i lettori vi comprano andate avanti, ma se nessuno vi legge più che senso ha metterci i soldi degli italiani per farvi andare avanti». Con queste parole il vice premier Luigi Di Maio torna, in un comizio a Cagliari, sul tema del taglio dei finanziamenti all'editoria. «Non c'è libertà di stampa se un giornale o una radio dipendono da un emendamento che un partito gli deve approvare ogni anno. Tra tre anni non prenderanno più un euro delle vostre tasse - ha continuato Di Maio tra gli applausi della piazza M5s -, a me non interessa che un giornale chiuda ma ripristinare un po' di merito e di libertà di stampa, i giornali non devono dipendere dalla politica».

Soldi a Radio Padania per bando fatto dal PD

«Oggi Repubblica e la Boldrini mi attaccano sul finanziamento a Radio Padania. Bene! Così posso chiarire la questione: prima di tutto ancora non abbiamo assegnato un solo euro a nessuna emittente radiofonica, perché ho predisposto un supplemento di istruttoria sulle radio politiche che otterranno questi finanziamenti grazie al bando del Governo Gentiloni. Infatti criteri per cui risultano assegnati questi fondi sono di un bando fatto nel 2017. Praticamente i soldi a Radio Padania glieli ha dati il Pd. Che geni!».

Per il prossimo bando la musica cambia

«Ma mi duole informare la sedicente sinistra che nell'elenco c'è anche Radio Popolare - prosegue -, emittente cara a Laura Boldrini, leader di quella sinistra ipocrita ma col portafoglio sempre pieno di soldi pubblici, a cui spetterebbero solo questo anno più di 370mila euro (a Radio Padania 70.000)».
«Sono tante le norme che dobbiamo rivedere sui finanziamenti pubblici e ci stiamo già lavorando - conclude -. Una cosa è certa: per il prossimo bando la musica cambia. Come è cambiata per i finanziamenti ai giornali, per i vitalizi e per le pensioni d'oro».