16 ottobre 2019
Aggiornato 12:30
Decreto sicurezza

Orlando replica a Salvini: barbaro togliere cittadinanza per reati. A Riina e Provenzano l'hanno tolta?

«Ho fatto una scelta assolutamente istituzionale» chiarisce il Sindaco di Palermo. Da Salvini atteggiamento «nervoso e scomposto»

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando davanti al Comune dove alcune persone hanno manifestato solidarietà dopo la sospensione del decreto sicurezza
Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando davanti al Comune dove alcune persone hanno manifestato solidarietà dopo la sospensione del decreto sicurezza ANSA

PALERMO - Il primo cittadino di Palermo Leoluca Orlando replica alle parole di Matteo Salvini: «Ho fatto una scelta assolutamente istituzionale firmando una disposizione al dirigente capo area dei Servizi ai cittadini. L'ho inviata il 21 dicembre senza fare neanche un comunicato stampa perché lo considero un dovere. Se non ci fosse stato quel nervoso e scomposto attacco di Salvini sarebbe rimasto un provvedimento dell'amministrazione comunale». E' su tutte le furie Orlando dopo l'ammutinamento a proposito del decreto sicurezza e la successiva spaccatura che sta determinando in seno alla maggioranza.

Una questione di diritti

«Il mio è un atteggiamento istituzionale. Considero un dovere di un sindaco garantire i diritti di tutti coloro che sono sul territorio quando hanno legittimamente ottenuto un permesso di soggiorno». Per Orlando è «inaccettabile» la violazione di questi diritti «che sono peraltro premessa per la sicurezza perché in un sistema democratico, non in dittatura, il modo migliore migliore per garantire la sicurezza è garantire i diritti di tutti»

«I migranti sono persone?»

Non c'è un regime democratico al mondo che prevede di togliere la cittadinanza a chi commette reati, accusa. A Totò Riina e Bernardo Provenzano hanno tolto la cittadinanza? si chiede. A Matteo Messina Denaro, quando sarà arrestato, la toglieranno? «Stiamo parlando di persone che hanno commesso reati gravissimi. E perché non hanno levato la cittadinanza anche a loro? Toglierla sarebbe una barbarie assoluta» ha osservato durante una intervista all'emittente locale siciliana TgMed. «E' veramente singolare - prosegue - che si parli di tutto tranne che si risponda a una domanda: i migranti sono persone? I migranti che hanno un legittimo permesso di soggiorno, sono persone? I migranti maggiorenni, i minori non accompagnati, abbiamo in discussione la stessa tenuta democratica del Paese. La stessa Costituzione. Non mi appello a una posizione di partito, mi appello alla carta costituzionale».

Da Salvini atteggiamento «nervoso e scomposto»

Poi un riferimento all'atteggiamento «nervoso e scomposto» di Salvini, che secondo lui «denota da una parte il nervosismo, e quindi una mancanza d'argomenti perché mancano argomenti di merito». Per il sindaco di Palermo siamo in presenza di persone umane, migranti che hanno ottenuto formalmente e legittimamente il permesso di vivere in Italia. «Vivono, lavorano in Italia. Sono italiani, e sono sicuramente persone come noi. Mi è sembrato doveroso intervenire, nell'ambito delle competenze comunali, in forma istituzionale per far valere la legittimità costituzionale di queste norme».

Pronto a risponderne davanti a un giudice

Orlando ha sospeso il decreto in attesa di un responso che peraltro l'Anci nazionale ha chiesto col suo presidente per chiarire questi aspetti controversi della legge. In Italia non è possibile a un soggetto che non sia un organo costituzionale andare direttamente davanti alla Corte costituzionale. E dunque non poteva far valere di fronte a un giudice l'incostituzionalità se non incardinando un processo. «Laddove dovesse essere ritenuto che ho commesso un reato - conclude - sono pronto a risponderne davanti a un giudice penale, e in quella sede solleverò l'incostituzionalità della norma».