22 gennaio 2019
Aggiornato 06:30
Decreto sicurezza

La Digos dentro l'anagrafe di Palermo. Di Maio: «Nostri sindaci applicheranno decreto»

Agenti della Digos si sono presentati questa mattina all'ufficio anagrafe del Comune di Palermo. Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini: «E' legge dello Stato»

I due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio con il premier Giuseppe Conte
I due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio con il premier Giuseppe Conte ANSA

PALERMO - Agenti della Digos si sono presentati questa mattina all'ufficio anagrafe del Comune di Palermo, dopo quanto affermato dal sindaco Leoluca Orlando sulla sospensione delle procedure previste dal decreto sicurezza e le direttive impartite al capo area Maurizio Pedicone. «Hanno chiesto - dicono gli impiegati - cosa accade quando vogliamo regolarizzare la posizione di un richiedente asilo e quali sono le procedure che stiamo seguendo». Fuori dal Comune, intanto, un migliaio di persone sono scese in piazza per esprimere vicinanza al sindaco Leoluca Orlando dopo la sua decisione di sospendere il decreto sicurezza. Nonostante il freddo e la pioggia, associazioni, partiti, enti e semplici cittadini hanno dato vita ad un sit-in in Piazza Pretoria. «Palermo per accoglienza e solidarietà» si leggeva in uno striscione. Presenti anche tanti immigrati che temono per la loro futura permanenza in Italia.

Orlando: «Eversivo chi viola diritti umani»

Orlando, a margine della tradizionale messa d'inizio anno celebrata in comune dall'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, si è rivolto alla gente dicendosi «commosso» per la presenza di tutta questa gente in piazza. «La vostra presenza conferma che cerco di esprimere la vera anima dei palermitani, che vorrei fosse la vera anima di tutti gli italiani - ha detto Orlando -. Siamo convinti che in questo momento ci è dato compiere scelte difficili, complesse, che ci espongono a rischi. Ma a me è sembrato doveroso come sindaco mandare un messaggio chiaro di rispetto dei diritti umani e della Costituzione repubblicana. Considero eversivo chi viola i diritti umani e la Costituzione, e considero soltanto dovere istituzionale evitare che si violino i diritti umani, e i migranti sono persone».

Salvini: «E' legge dello Stato»

Intanto da Chieti Matteo Salvini è tornato a replicare: «Avere una accoglienza così dopo sette mesi di Governo, in un momento comunque complicato, è motivo di orgoglio. Per me la polemica non esiste, c'è una legge dello Stato, firmata dal presidente della Repubblica, applicata dal 99% dei sindaci»

Di Maio: «Nostri sindaci lo applicheranno»

Dal canto suo l'altro alleato di governo, Luigi Di Maio, conferma che «i nostri sindaci applicheranno il decreto sicurezza». Da Alleghe il vicepremier e leader del M5s sottolinea che «nessun governo dirà mai a un sindaco di disobbedire a una legge dello Stato. Come governo non lo diremo perché l'abbiamo sostenuta e la portiamo avanti». Se nella maggioranza c'è qualcuno che si sente a disagio «si deve ricordare - ha aggiunto - che ne è membro e che questo decreto l'ha votato». E rincara: «Ci sono sindaci che ragionano se aprire o chiudere i porti. Vorrei ricordare che non hanno nessuna autorità per legge e quindi questo dimostra che tutte queste dichiarazioni fanno parte di una grande occasione per fare un po' di campagna elettorale e chiedere un po' di voti ai cittadini. La protesta dei sindaci è una boutade politica. Se ci saranno dei ricorsi che in via incidentale andranno alla Corte Costituzionale e sarà la Corte a giudicarli».

Braccio di ferro tra Salvini e Conte?

Quanto all'ipotetico braccio di ferro tra Salvini e Conte, Di Maio ha detto di non avere «notizie di qualche membro del Governo che si stia opponendo ad un incontro tra l'Anci e il presidente del Consiglio». Anche perché - ricorda - l'Anci ha al suo interno comuni a favore del decreto sicurezza, «tra cui anche i nostri sindaci che lo applicheranno e alcuni che invece non vogliono applicarlo».