22 ottobre 2019
Aggiornato 10:00

Salvini: «Non rimuoverò i sindaci disobbedienti, ma risponderanno penalmente»

«Ai clandestini in Italia si concede troppo. Saranno gli elettori a rimuoverli» replica il Ministro dell'Interno

Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ANSA

ROMA - Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, quello di Napoli Luigi De Magistris non applicheranno il decreto sicurezza convertito in legge: «E’ gravissimo, evidentemente hanno mangiato pesante a Capodanno, è un torto ai tanti napoletani e palermitani che hanno problemi veri, reali e quotidiani quindi ne risponderanno personalmente, legalmente, penalmente e civilmente perché è una legge dello Stato, una legge che mette ordine e regole», lo ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Salvini, intervistato al Gr1 su Radio Rai uno. «Sono curioso di vedere - ha aggiunto - se rinunceranno anche ai maggiori poteri ai sindaci che nel decreto sicurezza ci sono e che tanti sindaci hanno apprezzato».

Salvini: «Ai clandestini in Italia si concede troppo»

Il punto criticato è la mancata concessione della residenza a chi richiede asilo. Per il ministro «ai clandestini in Italia si concede anche troppo: la sanità gratuita, mentre gli italiani pagano il ticket, case popolari occupate abusivamente, pensioni sociali elargite senza una lira di contributo. Quindi – ha concluso – se i sindaci vorranno dare dei documenti a degli immigrati irregolari ne risponderanno personalmente». Rimozione dei sindaci disobbedienti? «No - ha risposto Salvini - lo lascerò fare agli elettori, lo lascerò fare ai tanti napoletani e palermitani che mi stanno scrivendo e chiamando, non farò azioni di forza»

«Sindaci guarda caso di sinistra»

«Come hanno pensato di aprire l’anno nuovo alcuni sindaci, guarda caso di sinistra? Dicendo non applicheremo il decreto sicurezza approvato dal Parlamento, dal governo e firmato dal presidente della Repubblica. Hanno applaudito il discorso di Mattarella, che a me peraltro è molto piaciuto, e contestano un decreto firmato e promulgato dallo stesso presidente della Repubblica. Per loro è un decreto disumano e criminogeno». «Vuoi disobbedire? Disobbedisci pure, non ti mando l’esercito, la polizia, i carabinieri: mi spiace per i tuoi concittadini che da stamattina mi stanno riempendo la casella di posta imbufaliti dicendomi ‘con tutti i problemi che abbiamo…’. Per quello che mi riguarda in questo paese fin quando sarò ministro si entra bussando la porta e dicendo grazie. Io lavorerò nel 2019 per aumentare le espulsioni e i rimpatri».

Orlando: «Non arretro»

Leoluca Orlando ha intanto ribadito ai microfoni di Rai Radio2 che non intende recedere dalla sua posizione: «Non arretro, non c’è motivo di arretrare. Il comportamento del governo è eversivo, non siamo un modello ma solo l’esempio di come si debba rispettare la Costituzione. Io ho assunto una posizione che non è né di protesta, né di disubbidienza, né di obiezione di coscienza. Ho assolto alle mie funzioni istituzionali di sindaco, l’ho fatto in modo formale il 21 dicembre, senza fare alcun comunicato».