1 ottobre 2022
Aggiornato 04:00
L'intervista

Alessandrini: «Per agevolare la ripresa economica serve la pace fiscale»

All’inizio di una settimana di discussione della manovra e di tante scadenze fiscali, il DiariodelWeb.it fa il punto sulle tasse con la senatrice leghista Valeria Alessandrini

La senatrice leghista Valeria Alessandrini
La senatrice leghista Valeria Alessandrini Foto: ANSA

Mentre la legge di Bilancio è in esame al Senato, nel cosiddetto Paese reale è iniziata una settimana di pagamenti fiscali a raffica. Martedì 14 scade la rottamazione ter e il saldo e stralcio, che va versato in un’unica soluzione senza rate, giovedì 16 il saldo dell’Imu. Insomma, l’ennesima stangata in arrivo per famiglie e imprenditori già stremati dalla crisi pandemica ed economica. Sul tema si fa sentire in particolare la Lega, da sempre attenta alle problematiche della tassazione, che chiede una proroga delle scadenze. E chissà se ci sarà la volontà politica condivisa di trovare le famigerate coperture nella prossima manovra. Il DiariodelWeb.it ha fatto il punto con la senatrice leghista Valeria Alessandrini.

Senatrice Valeria Alessandrini, in aula ha rivendicato l'attenzione ai territori. Che istanze vi giungono dai vostri elettori in questo periodo di pandemia?
La Lega nasce dal territorio, dall’ascolto e dal confronto diretto con le persone e fonda il consenso sulla capacità di portare al governo le istanze che provengono dai Comuni e dalle Regioni. I cittadini chiedono interventi più incisivi, perché in molti si sono sentiti abbandonati dal governo del Conte bis.

In particolare che cosa non ha funzionato, finora?
Nella prima fase della pandemia sono mancati ristori adeguati per tante categorie, penso ai ristoratori, agli autonomi e alle partite Iva, a chi gestisce sale da ballo, discoteche, locali di musica dal vivo e l’intrattenimento in generale, ai tanti negozi di prossimità presenti nei piccoli centri, agli alberghi e a tutte le strutture ricettive che vivono di turismo. Chi fa impresa, chi gestisce un’attività produttiva chiede meno burocrazia ed interventi concreti per rilanciare l’economia.

Parliamo in particolare della rottamazione delle cartelle esattoriali. Qual è la proposta della Lega?
Sul tema la Lega si è attivata nelle commissioni di riferimento. Avevamo proposto un ulteriore differimento di un mese, fino al 31 dicembre, dei termini della scadenza della rottamazione di tutte le rate saldo e stralcio e poi la rateizzazione dell’importo in quattro rate nel 2022, per permettere alle imprese e alle famiglie di rifiatare e non avere l’incombenza di dover pagare tutto l’importo in una sola rata. Ricordo inoltre che parliamo di imposte che il contribuente ha già dichiarato, quindi non si sta aiutando un evasore, si sta dando respiro a chi si è dimostrato disposto a pagare. Come Lega avevamo anche sollevato il problema della rottamazione per gli anni 2018 e 2019 non coperti dalla rottamazione del decreto fiscale 2018, che valeva per le cartelle di tutto il 2017. Considerando l’eccezionalità della situazione, quello che è accaduto nel 2020 e le ben note difficoltà di famiglie ed imprese dovute alle conseguenze del Covid, la nostra proposta di buon senso è stata quella di fare un provvedimento ad hoc anche per le cartelle del 2018 e del 2019.

La pace fiscale è una necessità imprescindibile per agevolare la ripresa?
È una misura fondamentale per agevolare la ripresa economica, perché non aumenta la pressione sul contribuente, ma gli permette, una volta che si è messo in regola, di ripartire senza la scure del debito sulla sua attività. Pace fiscale non significa condono delle tasse e non significa che chi non ha pagato fino ad oggi non pagherà più: le tasse non vengono cancellate, non è certo nostra intenzione incentivare gli evasori fiscali. La pace fiscale serve per combattere l’evasione e favorire la riscossione. L’obiettivo della pace fiscale è quello di recuperare le somme non dichiarate e non versate al fisco, agevolando il contribuente e l’imprenditore che a causa della crisi e della pandemia si trova in una situazione debitoria. Non si può chiedere l’impossibile a imprese che hanno visto negli ultimi anni perdite di fatturato incalcolabili, a cittadini che hanno subìto e stanno subendo ancora le conseguenze della crisi dovuta all’emergenza Covid.

L'atteggiamento dello Stato in tema di esazione delle tasse è stato improntato ad una logica sbagliata finora?
Credo che in condizioni di emergenza debbano essere attuate soluzioni di emergenza. E quella che stiamo vivendo da quasi due anni a questa parte è una situazione straordinaria. Abbiamo registrato la recessione più grave dalla seconda Guerra mondiale, dunque sono necessarie misure straordinarie anche dal punto di vista fiscale e dell'esazione. La crisi perdura e lo Stato ha il dovere di porre in essere dei correttivi per evitare che imprese, famiglie e lavoratori finiscano sul lastrico. Il suo compito è aiutare, tutelare e garantire, facendo ovviamente rispettare le regole, ma non può condannare alla chiusura migliaia di attività. Noi della Lega siamo sempre dalla parte dei cittadini.

Cosa risponde a chi sottolinea la necessità di non agevolare gli evasori o i furbetti con queste norme?
Servono maggiori controlli e norme più chiare. È evidente che non vanno agevolati gli evasori, ma moltissime imprese e famiglie vivono al limite, e la condizione eccezionale che stiamo vivendo impone delle misure straordinarie. Ci troviamo in un contesto molto particolare ed abbiamo il dovere di venire incontro ai nostri concittadini. Il nostro compito è quello di strutturare norme credibili che rispettano le categorie produttive e che non le condannino alla chiusura. I furbetti vanno scovati e perseguiti. Quello che è mancato fino ad oggi nel nostro Paese è stata una concreta lotta all’evasione.

Sul caro delle bollette e delle materie prime il governo ha fatto abbastanza?
Di fronte a questi problemi congiunturali come l’aumento del costo delle materie prime e dell’energia, il governo dovrà sicuramente fare uno sforzo ulteriore, al fine di non vanificare la prevista diminuzione del peso fiscale. Nell’anno corrente stiamo assistendo ad un costo della bolletta dell’energia elettrica triplicato rispetto al 2020, mentre quello del gas è raddoppiata. È pertanto prioritario, per aiutare le imprese e le famiglie, incrementare gli importi già stanziati che risultano insufficienti a contenere gli aumenti. Servono investimenti seri, tagliando ad esempio gli sprechi del reddito di cittadinanza e utilizzando i fondi per intervenire concretamente sul caro delle bollette. Uno Stato deve aiutare le imprese a ripartire, i lavoratori ad essere tutelati, i giovani ad affrontare il futuro con speranza, le categorie fragili ad essere supportate da una politica reale di inclusione sociale.

Ritiene una misura importante quella prevista dall'emendamento Salvini sull'aiuto economico ai genitori separati?
La ritengo una misura essenziale, che va incontro alle esigenze di molti genitori separati, queste risorse li aiuteranno a pagare l’assegno di mantenimento ai figli o agli ex coniugi, in caso di difficoltà economiche. Un emendamento di buon senso, un segnale tangibile di vicinanza alle famiglie, in particolare a chi sta subendo particolarmente la crisi dettata dalla pandemia. Si tratta di uno strumento in più rispetto all’assegno universale per i figli. Il bonus genitori separati e divorziati era già stato previsto con il decreto Sostegni a maggio, ma non aveva ancora trovato attuazione. Ora finalmente, grazie alla determinazione della Lega e del nostro segretario federale Matteo Salvini, la misura è stata sbloccata dal decreto fiscale.