Il catalano torna ad essere troppo falloso nella guida

Il solito Marquez: esagera e cade. A bocca asciutta sia Honda che Ducati

Marc ha comandato i primi quattro giri del GP d'Argentina, poi è finito per terra: «Devo aver fatto un piccolo errore». La stessa fine hanno fatto anche il suo compagno di squadra Dani Pedrosa e le due Rosse di Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo

Marc Marquez al comando del GP d'Argentina prima della caduta
Marc Marquez al comando del GP d'Argentina prima della caduta (Michelin)

TERMAS DE RIO HONDO – Ieri, nelle qualifiche del Gran Premio d'Argentina, avevamo rivisto il migliore Marc Marquez: quello talentuoso, spregiudicato, capace di rifilare agli avversari un distacco oceanico tenendosi in equilibrio sulla sottile traiettoria asciutta come un funambolo sul suo filo. Oggi, in gara, abbiamo rivisto il peggiore, quello che chiede troppo alla sua moto e sbaglia, finendo per terra al quarto giro quando comandava comodamente la gara con due secondi di vantaggio: «Una caduta inaspettata – la definisce – Devo aver fatto un piccolo errore che mi è costato troppo. Per fortuna sto bene, ma sono deluso, perché tutto stava andando bene: mi sentivo a mio agio sulla moto e riuscivo ad andar forte». Le difficoltà della sua moto in questo inizio di campionato, insomma, sembrano aver fatto dimenticare all'iridato in carica la lezione imparata lo scorso anno: guidare con la testa, non con la pancia. Ed ecco che il catalano è tornato a commettere errori e a buttar via piazzamenti preziosi per la classifica generale. Il disastro della Honda è stato poi completato dalla scivolata di Dani Pedrosa al giro 14, quando aveva appena superato Zarco e Petrucci per il quarto posto: «Alla seconda curva ci sono tanti sobbalzi, che in certi punti tolgono l'aderenza – spiega – E, quando spingi al massimo, il limite diventa piuttosto sottile».

Zero Ducati
Non è andata meglio in casa Ducati. Andrea Dovizioso, che era riuscito a risalire fino alla sesta piazza, è stato buttato fuori per il secondo anno consecutivo in questa gara: l'anno scorso a centrarlo fu l'allora compagno di squadra Andrea Iannone, quest'anno Aleix Espargaro. «Proprio mentre stavo iniziando ad aumentare il mio ritmo e mi ero avvicinato al gruppo, ho visto Dovi fuori traiettoria e mi sono inserito – si scusa il pilota della Aprilia – Purtroppo ho dovuto frenare forte e ho perso l'anteriore. Mi dispiace molto sia per la squadra che per Andrea, rimasto coinvolto suo malgrado nella mia scivolata». «Qui in Argentina non ho davvero fortuna, visto che oggi sono stato centrato per l’ennesima volta – si rammarica Desmodovi – e mi dispiace particolarmente perché riuscire a portare a casa un probabile quinto posto, in un weekend così difficile, sarebbe stato molto importante». Lo stesso Iannone, peraltro, è stato di nuovo vittima di uno scontro con un altro pilota: stavolta è toccato all'altro ducatista Jorge Lorenzo, già alla prima curva. Por Fuera si è dovuto ritirare, mentre il Maniaco è stato penalizzato per partenza anticipata. «Avevo fatto una grande partenza ed ero riuscito a superare quattro o cinque piloti, però la frenata della prima curva è stata piuttosto caotica, con molti piloti che hanno tentato di superarsi in staccata – racconta il campione maiorchino – Io ero all’interno e all’improvviso mi sono trovato addosso a Iannone e purtroppo l’ho toccato sulla gomma posteriore, cadendo». E così, anche la Rossa ritorna a casa a bocca asciutta.

Jorge Lorenzo tocca Andrea Iannone in partenza
Jorge Lorenzo tocca Andrea Iannone in partenza (Ducati)