10 dicembre 2019
Aggiornato 02:30
Il video-editoriale

All’Esame di Maturità vengono promossi tutti, come si può formare la classe dirigente del domani?

Guardando le statistiche del MIUR si apprende che la percentuale del numero dei promossi supera sempre il 99%. Se tutti vengono promossi, come si forma la classe dirigente di domani?

ROMA - Guardando le statistiche del MIUR si apprende che la percentuale del numero dei promossi supera sempre il 99%. L'Esame di Maturità nasce nel 1923 con la riforma di Giovanni Gentile e prevedeva quattro prove scritte e quattro orali su tutte le materie del corso di studi superiori.
Non erano previsti «Programmi di studio» ma «Programmi d'esame», quindi i docenti, seguendo le proprie metodologie, organizzavano le lezioni durante gli anni allo scopo di preparare gli alunni al superamento dell'esame. Gli esami si tenevano in sessanta sedi dislocate su tutto il territorio nazionale, la commissione esaminatrice era costituita esclusivamente da docenti esterni, in gran parte universitari.

Tutti promossi
La percentuale dei promossi, facendo una media del ventennio fascista, si aggirava al 60%. Nel frattempo scorre molta acqua sotto i ponti, cambiano i tempi e si modifica l'Italia. L'Esame di maturità cambia nel tempo e con esso anche il nome, adesso è «Esame di Stato conclusivo del corso di studio di istruzione secondaria superiore» ed ha come obiettivo (legge n. 425 del 10 dicembre 1997) «l'analisi e la verifica della preparazione di ciascun candidato in relazione agli obiettivi generali e specifici di ciascun indirizzo di studi».
Ebbene, dalle statistiche del MIUR (Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca) risultano le seguenti di promossi:
- 2014: 99,25 %
- - 2015: 99,40 %
2016. 99,50 %.
Come si possa pensare di selezionare la classe dirigente del domani promuovendo tutte le persone che si iscrivono ad un corso di studi superiore per me è un mistero. Esistono degli abbandoni nei vari percorsi di studi ma questi non sono dovuti alle difficoltà scolastiche ma familiari e sociali che una minoranza di studenti non riesce a superare. Riformare l'Italia significa anche riformare la scuola e farla diventare uno strumento di accertamento del merito dello studente.