15 dicembre 2019
Aggiornato 08:00

Gentiloni: «Continuità con Renzi, ma ci vuole discontinuità nel confronto»

«Il governo non si rivolge a quelli del Sì contro quelli del No ma a tutti in cittadini italiani. Si basa su una maggioranza, rispetta le opposizioni e chiede rispetto per le Istituzioni»

ROMA - «Lascio alla dialettica tra le forze politiche il dibattito sulla durata del governo. Per quanto ci riguarda, vale la Costituzione: il governo dura fin quando ha la fiducia del Parlamento».
Nessun governo a scadenza, è questa la premessa generale sulla quale si regge il governo Gentiloni. Lo ha ribadito lo stesso premier nel corso del suo intervento alla Camera dei deputati per chiedere la fiducia al suo esecutivo.

Gentiloni ha elencato le priorità del governo, tra cui gli impegni internazionali, in ambito Nato ed europeo, l'azione verso l'emergenza migranti, la sicurezza interna, la lotta alla disoccupazione ma, prima di ogni altra cosa, il necessario impegno a sostegno delle popolazioni terremotate del centro Italia.

«Abbiamo avuto una risposta straordinaria nell'emergenza - ha detto - ma siamo ancora in emergenza e dalla qualità della ricostruzione dipende la qualità del futuro di una parte rilevante del territorio dell'Italia centrale e da questi passi che faremo dipende anche la forza che avremo nello sviluppare quel programma a lungo termine che abbiamo definito 'Casa Italia' e che cerca di lavorare sulle cause profonde dei danni che vengono provocati dagli eventi sismici nel nostro Paese».

In risposta a chi, polemicamente accusa il suo esecutivo di essere un «governo fotocopia», una sorta di Renzi-bis, per l'alto numero (12 su 18) di ministri riconfermati o spostati ad altro dicastero, Gentiloni ha rivendicato i risultati e la continuità con l'azione di Matteo Renzi il quale, ha detto, va rispettato per la sua coerenza. Sullo spauracchio della legge elettorale, invece, ha ribadito: l'iniziativa spetta al Parlamento.
«Prenderà corpo il confronto sulla legge elettorale e la necessaria armonizzazione delle norme tra Camera e Senato, un confronto nel quale il governo non sarà attore protagonista. Spetta a voi la responsabilità di promuovere e provare intese efficaci. Certo il governo non starà alla finestra, cercherà di accompagnare, sollecitare. Una sollecitudine che non deriva dalle considerazioni sulla durata dell'esecutivo ma dalla consapevolezza che il sistema ha bisogno di regole certe e pienamente applicabili».

Infine una stoccata ai deputati del M5S, che insieme i colleghi della Lega non erano in aula: ci vuole discontinuità - ha detto - almeno nel confronto pubblico. «Il governo non si rivolge a quelli del Sì contro quelli del No - ha concluso - ma a tutti in cittadini italiani. Si basa su una maggioranza, rispetta le opposizioni e chiede rispetto per le Istituzioni».