19 luglio 2019
Aggiornato 18:30
Emergenza sbarchi

Migranti, l'accusa di Amnesty International: forze dell'ordine italiane responsabili di torture

In un rapporto si mostra come il cosiddetto 'approccio hotspot', promosso dall'Unione europea per identificare i profughi, non solo abbia compromesso il loro diritto a chiedere asilo, ma abbia anche alimentato pestaggi, anche con elettroshock, e umiliazioni sessuali

ROMA - I poliziotti italiani sono ricorsi all'uso della forza e, in alcuni casi, anche alla "tortura" contro i migranti. La denuncia arriva da Amnesty International, che ha pubblicato un rapporto, intitolato "Hotspot Italia: come le politiche dell'Unione europea portano a violazioni dei diritti di rifugiati e migranti", secondo cui le pressioni dell'Unione europea, affinché l'Italia usi la 'mano dura' nei confronti dei rifugiati e dei migranti, hanno portato a espulsioni illegali e a maltrattamenti.

Pestaggi, elettroshock e umiliazioni sessuali
"Nel loro sforzo di ridurre l'arrivo di rifugiati e migranti nei Paesi europei, i dirigenti europei hanno spinto le autorità italiane ad agire senza limiti, perfino fuori dai confini della legalità", denuncia Matteo de Ballis, autore del rapporto di Amnesty. Il rapporto mostra come il cosiddetto 'approccio hotspot', promosso dall'Unione europea per identificare migranti e rifugiati al momento dell'arrivo, non solo abbia compromesso il loro diritto a chiedere asilo, ma abbia anche alimentato agghiaccianti episodi di violenza, con l'uso di pestaggi, elettroshock e umiliazioni sessuali. Molti migranti si sono rifiutati di fornire le loro impronte digitali perchè si volevano recare in altri Paesi europei, dove potevano ad esempio raggiungere i propri parenti. Ma quando si rifiutavano di fornire le impronte, le autorità italiane hanno usato la forza. Abbiamo ricevuto un certo numero di testimonianze di gente che ci ha detto che erano stati picchiati, colpiti e umiliati dalle autorità italiane".