5 dicembre 2019
Aggiornato 21:00
La protesta studentesca

«No alla nuova maturità e ai tagli»: studenti in piazza in tante città

La protesta studentesca contro il nuovo esame di maturità e il progetto del governo sull'autonomia regionale: «Non siamo cavie: didattica e valutazione vanno ripensati»

La protesta studentesca
La protesta studentesca ANSA

ROMA - «Siamo la generazione controcorrente, quella che vive la precarietà nelle scuole e nelle università e la vivrà nel mondo del lavoro» : studenti in piazza ieri, in varie città italiane (tra l'altro Roma, Palermo e le principali città siciliane, Venezia, Verona, Udine, Cagliari, Trento) per protestare contro il nuovo esame di maturità e il progetto del governo sull'autonomia regionale.

No alla nuova maturità

«La resistenza al nuovo esame di maturità - spiega la Rete degli studenti medi - parte dai rappresentanti, dalle classi, dall'indignazione collettiva per l'ennesima modifica all'esame avvenuta senza nessuna consultazione degli studenti». Per Giammarco Manfreda, coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi, «sostituire la tesina con il 'gioco' delle tre buste e improvvisare l'interdisciplinarietà con la doppia seconda prova significa, per i maturandi, perdere un'occasione per esprimersi e allo stesso tempo dover affrontare una prova impostata in modo completamente slegato dai loro percorsi di studi. L'esame di Stato è solo la punta dell'iceberg di un sistema di valutazione e di un intero sistema scolastico che non funzionano, ma è sempre la prima cosa a venire modificata. Non importano le ripercussioni sulla pelle degli studenti, importa che costi poco. Ma noi non siamo cavie e siamo in piazza per dimostrarlo: con le manifestazioni di oggi chiediamo un ripensamento completo della didattica e delle funzioni della valutazione, misure che non possono esistere senza un vero investimento in istruzione».

Ennesima riforma che non dà risposte ai problemi reali

«Le piazze di questa mattina sono il segno che una generazione intera vuole riprendere parola nel Paese - ha spiegato Giulia Biazzo coordinatrice nazionale dell'Unione degli studenti - dopo una settimana, dal 15 Febbraio, di autogestioni e lezioni al contrario fino ai cortei di oggi continueremo ad essere una costante spina nel fianco contro l'ennesimo governo che vuole distruggere il sistema nazionale di diritto allo studio. Da oggi - aggiunge - costruiamo un'uscita di sicurezza contro la mancata democrazia, a scuola e nel Paese: la Riforma della maturità è solo la ciliegina sulla torta, dopo la morte della scuola pubblica ed un sistema didattico incapace d costruire cittadini che mettono in discussione lo stato attuale della società. È l'ennesima riforma che non dà risposte ai problemi reali della scuola e che non prende in considerazione il punto di vista studentesco. Nei prossimi giorni - conclude Biazzo - partirà la consultazione nazionale studentesca per costruire la nostra idea di scuola, la nostra uscita di sicurezza contro questo Governo!».