17 giugno 2019
Aggiornato 16:30
Arresto Battisti

«Battisti libero»: a Torino appeso striscione per l'ex terrorista

Striscione appeso da «Noi Restiamo Torino» sul ponte di piazza Vittorio: «Chiediamo lo stop immediato dell’isolamento a cui è costretto Cesare Battisti, questo accanimento è tortura»


TORINO - A Torino c'è chi è a favore di Cesare Battisti. E' stato affisso ieri pomeriggio sul ponte che collega piazza Vittorio Veneto alla Gran Madre l'inequivocabile striscione pro ex terrorista: «Battisti libero, amnistia per tutti i compagni». La firma è di Noi Restiamo, movimento studentesco vicino ai centri sociali.

Il post su Facebook

Sulla loro pagina Facebook, i ragazzi del movimento spiegano: «L’asse Salvini-Bolsonaro arresta Cesare Battisti, capro espiatorio utilizzato per condannare un periodo storico di forte cambiamento sociale e aspra lotta politica. Con gli applausi della sinistra manettara, Salvini continua la sua macelleria sociale tentando l’annichilimento di una storia non pacificata, che nell’attuale situazione politica diventa solo un’arma di distrazione di massa dai veri responsabili degli attacchi alle classi popolari. Una storia ancora bruciante nelle periferie, nei posti di lavoro e di non lavoro, nelle scuole, nelle università, nelle strade. Una storia che non può esser chiusa condannando chi ha reagito alla violenza padronale a ergastoli e torture, ma che rimette al centro della discussione l’amnistia per i residui di quella stagione. Chiediamo lo stop immediato dell’isolamento a cui è costretto Cesare Battisti, questo accanimento è tortura in quanto non c’è alcun rischio di reiterazione del reato data l’assenza dell’organizzazione militante a cui apparteneva».

Ricca difende Salvini

Durissima la risposta di Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega a Torino: «Eccoli qua! Ci mancavano gli «studenti»... chi difende un assassino ammazza due volte. E' proprio vero che certe mamme sono sempre gravide». Ricca inoltre, sempre nella giornata di ieri, ha difeso Matteo Salvini dagli attacchi del M5S, definendolo il «miglior ministro dell'Interno della storia in Italia».