26 marzo 2019
Aggiornato 04:30
L'inchiesta de «La Verità»

M5s contro Renzi: «Serve chiarezza sui doni di Stato regalati dal padre»

La denuncia della Parlamentare del MoVimento 5 Stelle, Lucia Azzolina: «Possibile grave e squallidissima appropriazione indebita»

Matteo Renzi e il padre Tiziano
Matteo Renzi e il padre Tiziano ANSA

ROMA - «Per Renzi e famiglia non c'è fine alla vergogna: secondo un'inchiesta de 'La Verità', il padre dell'ex premier avrebbe regalato i doni fatti al figlio durante il suo incarico istituzionale a un pensionato toscano. Peccato che un decreto del 2007 obbliga tutti i membri del governo e i loro famigliari a riconsegnare gli oggetti ricevuti per il ruolo ricoperto e che abbiano un costo superiore ai 300 euro». Lo denuncia la parlamentare M5s Lucia Azzolina, sottolineando che «a quanto pare così non è avvenuto, ad esempio, per i tre tappeti donati a Renzi dalla delegazione di Erdogan, la piccozza dorata simbolo dell'alpinismo e la moneta d'oro con sopra inciso il nome 'Matteo Renzi', che sarebbe stata rivenduta in un 'compro oro' a 400 euro».

«Tiziano Renzi come un 'Babbo Natale' che fa regali agli altri sottraendoli allo Stato: si può scendere così in basso? E il figlio, cosa ha da dire a riguardo? Potremmo trovarci - afferma Azzolina - di fronte a un'appropriazione indebita, grave e squallidissima. Ancora una volta, constatiamo quanto poco senso delle istituzioni e rispetto per il resto dei cittadini hanno certi tristi personaggi».

«Non c'è pace - fa eco la capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Commissione affari costituzionali alla Camera - Anna Macina. alla corte di Renzi. Adesso potrebbe scoppiare un caso di appropriazione indebita, dopo l'inchiesta giornalistica sui regali che l'ex premier avrebbe ricevuto nella qualità di presidente e portato con sé andando via da Chigi. Stando sempre a fonti giornalistiche, sembra addirittura che sia partita una rocambolesca ricognizione degli stessi omaggi, che la famiglia di Matteo Renzi aveva già provveduto a smistare tra i propri cortigiani. Con l'unica eccezione degli oggetti più preziosi, utilizzati - sembrerebbe - per arredare l'appartamento della sorella di Matteo e del cognato, il signor Unicef. Se i fatti venissero confermati, Renzi dimostrerebbe ancora una volta il suo atteggiamento da sovrano autoproclamatosi che non perde occasione per rinfacciare il suo potere ai propri sudditi, anche infrangendo la legge».

«Renzi - invoca il Deputato Francesco Silvestri - faccia chiarezza. Se le notizie riportate da La Verità venissero confermate, saremmo di fronte all'ennesimo scandalo targato Renzi. Il fatto che l'ex premier si sia portato a casa i regali che ha ricevuto in occasione degli appuntamenti istituzionali ai quali ha partecipato quando era in carica fa riflettere. Si tratta di oggetti che dovevano essere restituiti, ma forse c'era da aspettarselo. Probabilmente, se avesse potuto, Renzi si sarebbe portato via anche la poltrona. Mi domando se da una persona che si comporta in questo modo - fra l'altro cedendo alcuni doni ad altre persone - ci si possa aspettare un briciolo di rispetto per la 'cosa pubblica'».

«Si apprende dal quotidiano La Verità che i regali di Stato ricevuti in questi anni da Matteo Renzi sarebbero stati ceduti ad amici e collaboratori oltre che ai famigliari più stretti. Se tutto ciò venisse confermato - dichiara la deputata Maria Laura Paxia - avremmo l'ennesima prova del mancato senso del rigore dell'ex premier, inoltre si potrebbe ipotizzare anche il reato di appropriazione indebita. Non solo, sembrerebbe che alcuni regali siano finiti proprio a Matilde Renzi e Andrea Conticini, il cognato di Renzi indagato per lo scandalo Unicef. Matteo Renzi chiarisca subito come stanno le cose».