15 ottobre 2019
Aggiornato 13:00
Terremoti

In provincia di Catania la terra continua a tremare

Nelle ultime 24 ore sono state una ottantina le scosse che hanno seguito quella di magnitudo 4.8 avvenuta la notte tra il 25 e il 26 dicembre e che ha causato diversi crolli e decine di feriti lievi

PALERMO - In provincia di Catania la terra continua a tremare. Nelle ultime 24 ore sono state una ottantina le scosse che hanno seguito quella di magnitudo 4.8 avvenuta la notte tra il 25 e il 26 dicembre e che ha causato diversi crolli e decine di feriti lievi. Gli sfollati sono circa 600, alcuni dei quali sono stati trasferiti negli hotel messi a disposizione dopo la convenzione tra Regione e Federalberghi. Tanti altri invece non hanno abbandonato le loro case per timore di atti di sciacallaggio, ed hanno trascorso la notte in auto. Qualcuno ha addirittura dormito in casa, nonostante fosse danneggiata dal sisma. Sul fronte sismico, l'attività eruttiva dell'Etna sembra essersi placata.

Quasi 2.000 sono state le segnalazioni giunte agli uffici dei sette comuni pedemontani maggiormente interessati dal terremoto, come ha reso noto il Dipartimento Regionale della Protezione. Acireale, con più di 1.000 segnalazioni, e Zafferana Etnea con oltre 500 sono i comuni più colpiti, ma anche Aci Catena, Aci Bonaccorsi, Aci Sant'Antonio, Santa Venerina e Viagrande hanno registrato danni. «Al momento la priorità - fanno sapere dalla Protezione civile regionale - è quella di assicurare un ricovero per chi ha l'abitazione inagibile».

In tarda serata si è tenuta una riunione operativa con i sindaci dei comuni interessati presieduta dal presidente della Regione, Nello Musumeci, che ha sottolineato: «Non dobbiamo agire sull'onda emotiva. Faremmo un grave errore se così fosse. Mi sorprendo, comunque, quando qualcuno si sorprende delle attività sismiche. La Sicilia è la regione più esposta d'Italia e nel contempo quella meno attrezzata dal punto di vista infrastrutturale. L'80 per cento delle nostre scuole non è a norma, così come molti degli edifici strategici».

Una decina di famiglie, intanto, sono state fatte evacuare la notte scorsa dalle loro abitazioni ad Aci Platani, frazione di Acireale, per la presenza di una faglia sulla strada dove si trovano le loro case che nel corso della giornata si era allargata provocando una frattura nell'asfalto.

Il sisma è legato legato all'attivazione della faglia Fiandaca e della faglia di Pennisi, due delle strutture più meridionali del sistema tettonico delle Timpe.

Solidarietà alle popolazioni del Catanese colpite dal terremoto e dall'eruzione dell'Etna è stata espressa in modo trasversale dal mondo politico. Il governatore siciliano Nello Musumeci ha annunciato la dichiarazione dello stato di calamità, con la contestuale richiesta a Roma della dichiarazione di emergenza. Oggi nei territori colpiti dal sisma verranno i vicepremier Salvini e Di Maio.