24 febbraio 2019
Aggiornato 06:00
Primarie PD

Martina: «Riconquistare gli elettori traditi da Lega e M5s»

Così il candidato alla segreteria del Partito democratico Maurizio Martina, intervistato da Il Foglio: «Lega e Cinque Stelle sono due facce della stessa medaglia . Sinistra sia radicale, moderna e riformista»

Maurizio Martina
Maurizio Martina ANSA

ROMA - «Non deve essere così. Questo deve essere un congresso di ripartenza, per rimettere a fuoco il progetto del Pd, un congresso che delinei i tratti fondamentali della battaglia che dobbiamo fare verso Lega e Cinque stelle, rispetto ai quali dobbiamo essere alternativi». Così il candidato alla segreteria del Partito democratico Maurizio Martina, intervistato da Il Foglio.

Lega e Cinque Stelle sono due facce della stessa medaglia

«Lega e Cinque Stelle - prosegue Martina - sono due facce della stessa medaglia e vanno entrambi sconfitti. Altro discorso però è sanare una rottura che c'è stata tra noi e tanti elettori che il 4 marzo non hanno votato il Pd e non hanno scelto il centrosinistra. Ma noi siamo, lo ripeto, chiaramente alternativi sia alla Lega sia ai Cinque stelle. Se osservo i comportamenti dei Cinque stelle sui peggiori provvedimenti imposti da Salvini, non trovo nessuna autonomia, nessun margine di iniziativa. Se penso alle posizioni del M5S sulle riforme istituzionali, sul parlamento e la democrazia rappresentativa, per non parlare dei temi della giustizia, vedo un pezzo del problema italiano, non della soluzione. Gli elettori però vanno riconquistati, anche perché il 4 marzo hanno dato credito a quelle proposte, leghiste e grilline, e oggi si sentono completamente traditi».

Sinistra sia radicale, moderna e riformista

«Io voglio cercare di rilanciare il progetto radicale e riformista del Pd, ma penso che questo lavoro non si faccia attraverso una discussione in termini puramente politicisti sulle alleanze. La discussione va allargata, va fatta con la società, con i corpi intermedi, con le associazioni, con i cittadini».

«Io mi candido - prosegue Martina - a fare solo il segretario, perché fare il segretario richiede una dedizione totale, sette giorni su sette, ventiquattrore su ventiquattro, senza altri incarichi. Mi candido anche a rompere i vecchi schemi. Dobbiamo uscire dal dibattito autoreferenziale tra renziani e antirenziani, che secondo me è insufficienti rispetto al lavoro da fare fuori, nella società. Mi candido perché in questi mesi ho visto le fatiche del Pd e i suoi limiti e penso di sapere dove mettere le mani per ricostruire un'idea di partito organizzato, plurale e capace di sperimentare vie nuove di partecipazione. Io voglio lavorare nella società, in profondità, per scovare nuove energie e nuovi interlocutori che ancora non ci riconoscono come tali. Penso agli artigiani del Nord e ai ceti produttivi delle mie terre. Voglio tornare a Napoli, dove sono stato lunedì, per vedere il lavoro di associazioni che tutti i giorni operano in alcune realtà difficili e che devono potersi riconoscere nel Pd. Dobbiamo cercare risposte nuove. Con Tommaso Nannicini abbiamo deciso di giocare la nostra sfida congressuale partendo dalla parola 'redistribuzione', adeguandola al 21esimo secolo. Oggi essere una sinistra radicale, moderna e riformista significa sfidare chi propone condoni fiscali offrendo una nuova idea della fiscalità al servizio delle uguaglianze. Serve una tassazione per le multinazionali che vendono in questo paese, senza aspettare fantomatici accordi internazionali che non arrivano mai. Le grandi multinazionali che vendono in Italia devono pagare le tasse proprio come un piccolo-medio imprenditore italiano. Dobbiamo abbattere il costo del lavoro a tempo indeterminato, facendo leva sulla stabilità del lavoro per renderla più conveniente. Dobbiamo superare il contante, dandoci un anno di tempo per realizzare quest'obiettivo».