20 ottobre 2019
Aggiornato 08:30

Di Maio scavalcato da Salvini? «I fatti si fanno al Mise». Ed è scontro sulle pensioni d'oro

Il ministro dello Sviluppo replica a proposito dell'incontro delle imprese con Salvini. E sulle pensioni d'oro la maggioranza si spacca

Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio con sullo sfondo Matteo Salvini
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio con sullo sfondo Matteo Salvini ANSA

ROMA - «Tutti i ministri hanno il dovere di incontrare sempre le imprese. Come ha detto il presidente Boccia ora ci aspettiamo i fatti e i fatti si fanno al Mise, perché è il Mise che si occupa delle imprese». Così il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se non si sentisse «scavalcato» dal ministro dell'interno Matteo Salvini, che ieri ha incontrato gli imprenditori. Di Maio interviene anche sulle pensioni d'oro di cui proprio Salvini ha parlato ancora ieri: «Vanno tagliate, su questo non si discute, il M5s è per tagliare tutte le pensioni d'oro e ribadiremo la nostra posizione al presidente del Consiglio nelle riunioni di maggioranza. Sono sicuro che troveremo una soluzione - ha aggiunto in merito al disaccordo con la Lega su questo tema - perché nessuno è così suicida da voler bloccare il taglio in un momento in cui gli italiani sono arrabbiati»

Soluzioni di compromesso, ma senza tradire
Le presunte proposte in arrivo dalla Commissione europea su quota 100 e reddito di cittadinanza di cui parlano oggi i giornali «presuppongono un tradimento degli italiani ma io gli italiani non li tradisco» ha puntualizzato Di Maio. Quindi ok a lavorare a «soluzioni di compromesso», ma «se mi si chiede di tradire le promesse fatte agli italiani hanno sbagliato persone e governo». Salvini ieri aveva confidato in un esito positivo del negoziato con l’Europa («Non credo che Bruxelles per qualche zero virgola avvierà la procedura») e, alla vigilia dei giorni decisivi per la modifica della manovra che domani approda in Senato, mette alcuni paletti all’indirizzo del partner di governo.

Pensioni d'oro e ecotassa
Sul taglio alle pensioni d’oro mette il freno rispetto all’obiettivo del M5s di sforbiciare gli assegni oltre i 4.500 euro, mentre sul bonus malus per gli acquisti auto è lapidario: «Nessuna nuova tassa sulle auto. L’ecotassa non esiste», aggiungendo di essere a favore di incentivi per elettriche e ibride ma nessun consenso sull’ipotesi di tassare di più le auto diesel e benzina. «Per evitare i ricorsi più che un taglio secco si può bloccare l’adeguamento automatico per gli assegni sopra i 5mila euro». «La manovra cerca di essere equilibrata – ha affermato Salvini nel corso della trasmissione 1/2 ora in più su Rai Tre – con quello che accade a Parigi non credo che l’Europa per qualche zero virgola avvii la procedura, mandi ispezioni». E il leader della Lega conferma l’apertura per la ricerca di un accordo con la Commissione europea. «Se facciamo dei passi in avanti verso Bruxelles e questi ci mettono le dita negli occhi non è un attacco al governo italiano ma il tentativo di impoverire l’Italia».

Aspettando i numeri
Il nodo è sempre il livello del deficit da ridurre rispetto al 2,4% indicato nella legge di bilancio. «Cambiare il 2,4%? Quando parlo con gli italiani non mi chiedono del deficit ma di diritto al lavoro e alla pensione, di diritti alla salute». Ripete che per decidere «stiamo aspettando i numeri che ci forniranno i tecnici», ma sottolinea che «siamo all’inizio di un percorso. Questa è la prima di cinque manovre per il superamento della Fornero e la flat tax per tutti». Salvini rivendica infine «quanto di buono è stato fatto in questi mesi» e riconosce «il merito del premier Conte e di Luigi Di Maio».