16 dicembre 2018
Aggiornato 19:00

Il M5s contro le Iene: «Accanimento mediatico». Ma spunta una nuova inchiesta sul padre di Di Maio

Altri tre lavoratori pagati in nero nell'azienda di famiglia del ministro: è questo l'ultimo "scoop" della trasmissione Mediaset. E il Pd attacca il ministro

ROMA - Spuntano altri tre lavoratori pagati in nero nell'azienda di famiglia del ministro del Lavoro e capo politico del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio. Si allarga così l'inchiesta delle Iene, che domenica 25 novembre avevano già rivelato come il padre del leader pentastellato, Antonio Di Maio, avesse dato del lavoro in nero a Salvatore Pizzo - rivelazione confermata dallo stesso Luigi di Maio - e ora si chiedono se lo stesso vicepremier sia stato in regola quando lavorava d'estate come muratore nell'impresa edile, che dal 2012 è di proprietà al 50% del ministro e della sorella Rosalba.

La difesa del Movimento 5 stelle
Il Movimento 5 Stelle ha difeso il ministro, sostenendo, in una nota congiunta dei capigruppo, che queste notizie hanno l'obiettivo di "mettere in discussione la rettitudine di Luigi Di Maio" e altro non sono che "accanimento mediatico".

Gli attacchi di Matteo Renzi e del Pd
E mentre l'ex premier Matteo Renzi su Facebook attacca Di Maio, "non per il servizio delle Iene", dice, ma per le sue politiche, tra cui il "decreto legge che favorisce i licenziamenti e il condono di Ischia». Contestualmente la parlamentare del Pd Lia Quartapelle ha denunciato l'assenza dalla dichiarazione patrimoniale obbligatoria 2017 - che i deputati consegnano alla Camera - della partecipazione azionaria di Luigi Di Maio, allora vicepresidente della Camera, nella società del padre.