16 dicembre 2018
Aggiornato 17:30

Sta arrivando il Babbo Natale del M5s: e si chiama Alessandro Di Battista

Tornerà a Roma il prossimo 23 dicembre, e già lo aspettano due potenziali incarichi: un ingresso nel governo o il ruolo di coordinatore della comunicazione

Alessandro Di Battista
Alessandro Di Battista (Angelo Carconi | ANSA)

ROMA – Manca meno di un mese a Natale, ma la data cerchiata in rosso nel calendario del Movimento 5 stelle cade un paio di giorni prima. Per la precisione il 23 dicembre, ovvero il giorno in cui tornerà finalmente a Roma, dal suo lungo viaggio in America, Alessandro Di Battista. Un regalo natalizio sui generis, ma indubbiamente prezioso, per una forza politica sempre più in difficoltà. E sulla quale pesano, più ancora che gli ingenerosi attacchi mediatici (ultimo dei quali quello delle Iene), gli enormi spazi concessi alla Lega, che ha così finito per cannibalizzare l'alleato di governo. «Abbiamo sacrificato troppo», ha sintetizzato efficacemente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Vincenzo Spadafora, nella sua intervista a Repubblica. Gli ultimi sondaggi parlano sempre più chiaro: dando il Carroccio alle soglie del 32%, mentre i pentastellati ormai boccheggiano al 26, staccati di almeno sei punti percentuali.

Doppia possibilità
Il responsabile di questa situazione, all'interno del Movimento, lo hanno individuato da tempo: è Luigi Di Maio. Ma allo stesso tempo è stata individuata pure la soluzione, che anch'essa ha un nome e un cognome: Alessandro Di Battista, l'attesissimo Babbo Natale a Cinque stelle. L'uomo della provvidenza, che si invoca in queste settimane per una lista lunghissima di potenziali incarichi. Il primo è un ingresso diretto al governo, come prevede il sito Linkiesta: «Un vero e proprio rimpasto: fuori i Di Maio’s boys, ovvero Danilo Toninelli, Giulia Grillo, Alfonso Bonafede, dentro Dibba e una serie di volti nuovi che più rappresentano l’ala sinistra del movimento». Ma, nel caso in cui il gioco dei veti incrociati bloccasse la sua nomina a ministro, c'è già comunque pronto un ruolo alternativo, e non meno prestigioso: «Come coordinatore nazionale della comunicazione, e nel contempo come mastice politico, capace di ridare fiducia alla base e agli eletti», lo descrive il Fatto quotidiano. Perno, insomma, di una squadra di supporto nella quale troverebbero spazio anche uomini vicini a Di Maio, come il ministro per i Rapporti con il parlamento Riccardo Fraccaro o il vicecapo segreteria Max Bugani, ma che finirebbe concretamente per commissariare l'attuale capo politico.

Ritorno in grande stile
Comunque vada a finire, pare assodato che sarà proprio Dibba il personaggio capace di riportare in alto il vessillo del M5s, di riaccendere il fuoco della battaglia contro la casta, dalla quale il Di Maio di governo rischia ora seriamente di essere fagocitato. «Se lui tornasse recupereremmo il terreno perso in questi mesi di governo», sussurrano convinti i deputati pentastellati, come riporta Linkiesta. E lui sorride, perché dietro alla sua scelta tattica di non candidarsi alle ultime elezioni politiche e di volare al di là dell'Atlantico, tutto sommato, si nascondeva proprio questo obiettivo.