17 dicembre 2018
Aggiornato 10:00

«Un anti-italiano alla guida della Camera»: Fratelli d'Italia contro Roberto Fico

Il vicepresidente di Montecitorio, Fabio Rampelli, attacca l'esponente del Movimento 5 stelle: «Mortificata la vittoria italiana nella Prima guerra mondiale»

Giorgia Meloni e Fabio Rampelli
Giorgia Meloni e Fabio Rampelli (ANSA/ETTORE FERRARI)

ROMA - «Guastare il Centenario della prima seduta presso la nuova aula di Montecitorio con l'orribile mortificazione della vittoria italiana nella Prima guerra mondiale è stato vergognoso». Lo denuncia il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, che attacca «l'anti italiano presidente della Camera Roberto Fico» accusandolo di aver «vanificato sostanzialmente, con la maldestra cerimonia di questa mattina, il sacrificio di 600mila soldati caduti per la libertà e l'indipendenza dell'Italia dalle potenze straniere e quello di milioni di persone coinvolte in trincea e delle loro rispettive famiglie. Libertà di cui lui e l'improbabile prof. Alessandro Barbero, presunto storico nostalgico della dominazione asburgica, sono oggi beneficiari».

La denuncia di Fratelli d'Italia
Nel mirino di Rampelli l'aula, «disadorna e dimessa» e «costretta con la violenza a una lettura critica della vittoria e poi accompagnata nelle mille stagioni che hanno diviso il popolo italiano invece di celebrarne il momento più bello, più alto, più unificante». Nessun accenno alle foibe comuniste, all'autunno caldo comunista, al sessantotto comunista, al terrorismo comunista. L'attacco di Fabio Rampelli è chiaro: «Nel secolo trascorso pare il comunismo sia stata una creazione fantastica, scomparso per magia anche dalla strabica quanto inutile ricostruzione filmica realizzata da Rai storia, probabilmente sotto la regia di qualche brigatista pentito. La sindrome di Tafazzi ha colpito ancora, artefici i soliti volti dell'intellighentia salottiera e rossa».

La differenza con la Francia di Macron
In Francia - osserva ancora Rampelli - Macron ha celebrato la vittoria della Grande guerra alla presenza di Trump, Putin e di tutti i capi di Stato, «perfino riabilitando il maresciallo fascista Petain, non che la Francia non avesse vissuto le sue contraddizioni». Semplicemente «non era il momento di esibirle, perché c'è un tempo per fare seminari e contraddittori e un tempo per festeggiare e sentirsi orgogliosi della propria storia. Credendo di vivere questa mattina in aula la seconda condizione e trovandomi invece davanti a una lercia manifestazione di propaganda anti italiana ho abbandonato la cerimonia per protesta».

Fratelli d'Italia abbandona la Camera
Il gruppo parlamentare di Fratelli d'Italia, guidati dai vicepresidenti di Camera e Senato Fabio Rampelli e Ignazio La Russa, hanno platealmente lasciato l'emiciclo per protestare contro l'intervento del presidente di Montecitorio, Roberto Fico, accusato dai parlamentari della Meloni di aver usato parole «antipatriottiche e a senso unico»,  colpevole in sostanza di non aver celebrato a sufficienza la guerra vinta dagli italiani nel 1918 e di aver usato toni troppo «pacifisti». E proteste dei parlamentari di Fdi anche contro le parole dei due storici, Alessandro Barbero e Simona Colarizi. Il primo accusato da Rampelli di aver parlato da «improbabile nostalgico dell'impero asburgico». L'altra storica è invece finita nel mirino di La Russa «rea» di aver ricostruito le ultime vicende del nostro Paese «in maniera falsa, tutta a favore della sinistra».