15 novembre 2018
Aggiornato 23:30

In Sicilia l'abusivismo è al 49%. Di Maio: «Cos'hanno fatto gli avvoltoi che hanno governato negli ultimi 10 anni?»

La tragedia di Casteldaccia deve far riflettere sui danni causati dall'abusivismo edilizio, che in Sicilia sfiora la cifra monstre del 49%
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio (Alessandro Di Marco | ANSA)

PALERMO - La tragedia di Casteldaccia deve far riflettere sui danni causati dall'abusivismo edilizio, che in Sicilia sfiora la cifra monstre del 49%. Le giunte di centrodestra e centrosinistra che hanno governato la Sicilia «cosa hanno fatto e dove erano negli ultimi 10 anni?» si chiede arrabbiato il vice premier Luigi Di Maio in una intervista a Radio Radicale, respingendo gli atteggiamenti dei partiti che hanno governato la Sicilia nell'ultimo decennio. «Consiglierei a questi avvoltoi di aggirarsi sulle carcasse dei loro partiti piuttosto che sui corpi dei siciliani che sono morti e vanno rispettati». Sulle polemiche in merito al dissesto idrogeologico, Di Maio afferma che «mi fa ridere che adesso hanno scoperto l’abusivismo edilizio dopo che hanno governato per 20 anni e hanno trasformato i consorzi di bonifica in carrozzoni politici. Mi fanno ridere che adesso sostengono che quella casa andava abbattuta. Quella villetta andava abbattuta 10 anni fa».

Un dato «inaccettabile»
La magistratura farà luce su questa vicenda, ma anche solo ragionando in termini di buon senso si capisce come costruzioni così vicine all'alveo di un fiume fossero a rischio. Per Paolo D'Anca, segretario generale della Filca Cisl Sicilia, la cementificazione selvaggia porta a questi risultati. «Tutte le catastrofi avvenute in Sicilia in questi anni avrebbero dovuto essere un monito e invece nulla di concreto è stato fatto». Il 49% di abusivismo è un dato «inaccettabile»: «Le istituzioni e la politica facciano la loro parte, schierandosi apertamente contro chi costruisce nell'illegalità». D'Anca punta il dito contro «l'incuria e l'indifferenza rispetto a un'emergenza come quella dell'edilizia abusiva». «Piangiamo oggi queste povere vite spezzate in un giorno di festa come abbiamo pianto i morti di Giampilieri, quelli di Scaletta Zanclea e di altri eventi disastrosi simili a questi - continua - pensando ogni volta che probabilmente questi drammi avrebbe potuto essere evitati»

Lavoro nero e zero sicurezza
Non solo. L'abusivismo edilizio porta con sé sacche di lavoro nero e di mancanza di regole essenziali di sicurezza, e i lavoratori edili, nonostante la crisi che continua a colpire il comparto, non accettano compromessi, non intendono sottostare alla logica del maggiore profitto con i minori costi nella realizzazione di un edificio. «Noi vogliamo lavorare secondo le regole, per costruire case sicure in luoghi sicuri» attacca il segretario della Filca Sicilia, che chiede che la politica e le istituzioni agiscano palesemente contro ogni forma di abusivismo edilizio, «anche a costo di inimicarsi fasce della popolazione che abitano in edifici totalmente fuori legge. Non devono esserci mezze misure nel contrastare queste forme di illegalità».

Verso una mappa del rischio in Sicilia
Il segretario degli edili propone anche all'assessore regionale alle Infrastrutture e al presidente della Regione siciliana di riunire un comitato di cui facciano parte gli organismi amministrativi competenti, come gli Enti locali, i vari rami dell'amministrazione regionale, le associazioni datoriali e le sigle sindacali, «per una mappa del rischio in Sicilia. Occorre avere un quadro dettagliato non soltanto delle zone rosse per il rischio idrogeologico - conclude D'Anca - ma di tutte le aree pericolose sotto il profilo dell'abusivismo edilizio. Dobbiamo evitare concretamente che si verifichino altre tragedie come Casteldaccia».