11 dicembre 2018
Aggiornato 12:36

Napoli, è boom di nuovi negozi cinesi nei quartieri storici

La nuova Chinatown sta prendendo il posto dei negozi storici. Si contano oggi almeno 25 nuovi negozi di grande superficie made in China

NAPOLI - A Napoli ora «negozio» si dice «Diàn», non in napoletano, certo, né in italiano ma in cinese, la lingua dei nuovi commercianti che, pian piano, si stanno impadronendo di alcuni dei quartieri più in vista del capoluogo partenopeo: il Vomero e via Chiaia. La nuova Chinatown sta prendendo il posto dei negozi storici; dalla ristorazione all'artigianato, all'abbigliamento solo nella zona collinare di Napoli si contano oggi almeno 25 nuovi negozi di grande superficie «made in China». 

Il problema è il rispetto delle regole
Nessun pregiudizio razziale, dicono i commercianti locali, ma il vero problema è il rispetto delle regole, come ha sottolineato Enzo Perrotta, presidente dell'Associazione Centro commerciale Vomero-Arenella. «Abbiamo perso dal 2010 ad oggi quasi 800 punti vendita, storici e non - ha spiegato - ma comunque che avevano una presenza sul territorio da più di 20 anni, e questo ce la dice lunga su quello che sta succedendo sul territorio».

Da dove arrivano i capitali?
«Il problema è di competere con regole uguali cioé avere credito alla stessa maniera e quindi avere allo stesso tempo, lo stesso livello di regole applicato a noi e anche a questi signori». Il dubbio è da dove arrivino i capitali che gli imprenditori cinesi investono in Italia. «Il vero problema è vedere la enormità di possibilità che hanno questi signori per fittare dei locali. Fin quando erano locali in zone meno agognate, dove 7-800 metri quadri li pigliavi a 1.000, 1.500 euro ma qui stiamo parlando di quadrature che sul mercato vomerese o di Chiaia valgono oltre il 10, 12, 15mila euro, parliamo di 7-800 metri quadri. Questo ci fa capire che o loro sono bravissimi e quindi dovremmo andare a lezione da loro per imparare come si fa business oppure significa che ci manca qualche passaggio».

Ma i commercianti italiani non si arrendono
Ma i commercianti napoletani non si sentono sconfitti e si dicono pronti a investire per sopravvivere, anche grazie ai contributi regionali e alle nuove tecnologie. «Noi competeremo pure sul web - ha concluso Perrotta - mettendoci in filiera insieme agli artigiani della Campania e creando dei corner offline e online con un grande portale del commercio e dell'artigianato».