16 novembre 2018
Aggiornato 00:30

Rixi: «Il decreto Genova è pronto: ecco quando sarà ricostruito il ponte»

Al termine di una maratona in commissione durata fino alle 7 del mattino, il provvedimento è pronto. Lo illustra al DiariodelWeb.it il viceministro alle Infrastrutture

Edoardo Rixi, viceministro alle Infrastrutture, è reduce dalla maratona in commissione...
Una maratona di New York!

Ma finalmente il decreto Genova è pronto, possiamo dirlo?
È pronto. Adesso sono stati designati i relatori in aula, dove arriverà domattina.

Tra quanto tempo possiamo aspettarci l'inizio dei lavori?
Per essere convertito in legge a tutti gli effetti ci sarà ancora il passaggio del Senato. Se tutto va come deve andare, ci vorranno ancora una decina di giorni. Il commissario sta già chiedendo il dissequestro di alcune aree da parte della magistratura, che ovviamente lo farà. Noi ci stiamo già organizzando per attivare da subito i processi di demolizione e di smontaggio del ponte.

Quindi il limite fissato dal commissario Bucci sulla demolizione entro dicembre è realistico?
Secondo me sì. Ovviamente non la conclusione della demolizione, che durerà più di un mese, ma l'inizio sì.

E per vedere il ponte ricostruito, le ultime previsioni che tempi indicano?
Noi crediamo che in un anno si riesca a fare, la scommessa è questa. Stiamo portando avanti tutte le cose in parallelo, proprio per fissare il traguardo a dicembre 2019.

A che punto è la questione dei controlli antimafia?
La prima commissione ci ha proposto di inserire una modifica, che noi accetteremo, sostanzialmente per consentire al ministero degli Interni di adottare una procedura agevolata per decreto: quella che ieri hanno concordato il commissario straordinario e Cantone.

Sul coinvolgimento della società Autostrade avete fatto un passo indietro? Saranno in campo o no?
Su quello deciderà il commissario. Noi abbiamo cercato di mettere meno paletti possibili, essendo partiti da una posizione molto rigida. Ma sta anche un po' alla società Autostrade decidere che cosa vuole fare della sua vita, perché mi sembra molto confusa.

Ma questo veto così netto che avevate posto, come governo, si è un po' sciolto?
Non si è sciolto: noi avevamo detto che non potevano ricostruire, non che non potevano demolire. In ogni caso il tema vero è che prima devono pagare i danni, poi potranno pensare di mettere piede nel cantiere. Ad oggi non lo stanno facendo.

Quindi potranno fare la demolizione ma non la ricostruzione. Per questo rimane in campo l'ipotesi Fincantieri?
Non lo so, questo sta al commissario. Che ovviamente ha ampi poteri per scegliere il progetto migliore, che si possa realizzare nei tempi più brevi possibili ma abbia una qualità soddisfacente ed elevata.

Il decreto era finito al centro delle polemiche per gli articoli che riguardavano i condoni di Ischia e lo sversamento degli idrocarburi nei campi coltivati. Come avete risposto?
Su Ischia sono stati messi alcuni paletti. Permangono alcuni vincoli paesaggistici sulle pratiche già presentate prima del 2003, mentre dopo non si possono presentare. Il condono riguarda solo le istanze pre 2003, alle quali i Comuni hanno ritardato a rilasciare le autorizzazioni: si prevede che vengano analizzate entro sei mesi. Non potrà goderne chi è stato condannato per reati, come era già previsto dalla legge di allora, e ovviamente gli eventuali aumenti di volumetria presenti nel condono non possono essere remunerati. Questi limiti eviteranno una deflagrazione. La possibilità di condono è stata estesa anche al centro Italia, sulle piccole difformità, per non introdurre una disparità di trattamento rispetto a Ischia. La norma è diversa, perché sono differenti i territori, ma abbiamo cercato di tagliare da una parte e dare un pochino dall'altra.

Sull'inquinamento dei campi, invece?
Questo problema è legato agli impianti di depurazione, che devono smaltire i fanghi e rischiano oggi di non poter più funzionare. Viene comunque previsto il rispetto delle norme vigenti: il tema riguarda solo una modifica introdotta quest'anno e che aveva creato questo problema.

Però vengono aumentati i limiti di idrocarburi consentiti.
Vengono ripristinati quelli che c'erano, non vengono aumentati rispetto al passato. Erano entrati dei limiti molto inferiori, che di fatto impedivano lo smaltimento dei fanghi di depurazione, come invece avviene in altri Paesi come Francia e Germania, dove c'è una grande attenzione all'ambiente. In Italia non era più possibile farlo, perché diventavano rifiuti speciali, e questo avrebbe significato bloccare tutti gli impianti di depurazione del Paese. Chi ha scritto quella norma, forse non aveva preso in considerazione questo aspetto.

Ma era politicamente opportuno inserire queste misure in un decreto così delicato come quello di Genova?
Guardi, sia io che il ministro Toninelli eravamo dell'idea che fosse meglio dedicare questo decreto solo a Genova. E probabilmente avremmo fatto anche prima, perché si è persa una settimana per tutta una serie di norme che con il ponte non c'entrano nulla. Dopodiché, nel momento in cui si va verso la legge di stabilità e ci sono altre emergenze nel Paese, si utilizzano tutti gli strumenti legislativi.

Vi siete occupati anche dell'allarme lanciato dal ministro Toninelli sulle autostrade A24 e A25?
Nel decreto abbiamo stanziato dei fondi che vanno proprio in quella direzione.

E nel governo, invece, che aria tira? Dopo gli scontri dei giorni scorsi, è tornata la pace tra Lega e M5s?
Devo dire di sì. È anche normale, in parte, che ci sia un po' di dualismo tra due forze politiche che non hanno mai governato insieme. Spero che si affievolisca sempre di più, man mano che la legislatura prosegue, ma in questo momento si è ritrovata una certa serenità all'interno del governo. Che oltretutto, nella fase che precede la legge di Stabilità, è anche molto utile per evitare contraccolpi sui mercati finanziari: l'instabilità politica è un fattore che influenza più di qualsiasi manovra.

Insomma, andate avanti dritti con la finanziaria così com'è stata concepita?
Sì, mi sembra che il clima sia assolutamente rasserenato. C'è stata una burrasca estiva, visto che siamo ad ottobre ma sembra ancora agosto, ma mi sembra che il cielo sia tornato limpido e quindi possiamo affrontare l'aula in serenità.