15 novembre 2018
Aggiornato 23:30

Andrea Scanzi: «I miei voti ai primi mesi del governo M5s-Lega»

Il giornalista de Il Fatto Quotidiano, che sta per debuttare con un nuovo spettacolo teatrale (e libro) dal titolo «Salvimaio», fa il punto sull'esecutivo al DiariodelWeb.it

ROMAAndrea Scanzi, giornalista de Il Fatto Quotidiano, giovedì 11 ottobre è uscito il tuo nuovo libro per Paper First, mentre lunedì 22 debutterà sul palcoscenico del teatro Vittoria di Roma il tuo nuovo spettacolo teatrale. Entrambi sono intitolati «Salvimaio» e parlano di questi primi quattro mesi del governo del cambiamento. Ma secondo te, finora, i segnali di cambiamento si sono visti concretamente o restano solo propaganda?
No, i cambiamenti secondo me si vedono, non per forza in meglio. Si vedono in tanti aspetti, a partire dal linguaggio e dall'approccio alle istituzioni: questo è un gruppo molto più sgarrupato, maleducato, sgarbato, che fa casino e sta antipatico praticamente a tutti. In ottica concreta, stanno facendo quello che hanno promesso. Per esempio la riforma della giustizia mi sembra sacrosanta, e non avrebbe dovuto farla Bonafede ma il centrosinistra vent'anni fa. Altre cose, invece, mi sanno di vecchio, stantio e vetusto: per esempio l'occupazione di determinate poltrone importanti o, peggio ancora, la pace fiscale, che secondo me è un vergognosissimo condono, soprattutto se il tetto venisse alzato a 500 mila euro come vorrebbe la Lega. Questo mi farebbe veramente schifo.

Da quello che mi dici fino ad adesso, mi sembra comunque che tu veda più luci che ombre.
Questa è una tua deduzione. Se mi chiedi un voto, per ora a questo governo do 6, 6-.

Più alto di quello che davi ai governi precedenti, credo.
Beh, rispetto al governo Renzi penso che sia meglio praticamente qualsiasi cosa.

Era difficile fare peggio.
Sì, ecco. Ma non necessariamente questo è un complimento. Sono passati quattro mesi, bisogna ancora capire che tipo di manovra faranno. Ci sono dei ministri di cui ho stima: ti ho citato Bonafede, ma mi sembra che anche il ministro dell'Ambiente (Sergio Costa, ndr) sia una brava persona, come il premier Conte. Poi ce ne sono altri diametralmente lontani da me: o perché incompetenti, come Toninelli, o perché dicono delle cose irricevibili, come Fontana. Nel libro e nello spettacolo cerco di fare una cosa che, secondo me, non stanno facendo in tanti: valutare i lati positivi e quelli negativi. Invece il Salvimaio sta così sulle palle che o lo difendi, perché sei grillino o leghista, oppure, come fanno molti colleghi, lo definisci fascista, incompetente, barbaro. Io cerco di trovare una via di mezzo, per questo gli do un 6-. Che è la media tra il voto bassissimo di certe uscite come i casi Diciotti o Aquarius o la pace fiscale, e quello più alto che do a parte della manovra del popolo, al rimborso dei truffati dalle banche, alla legge Bonafede, al decreto dignità...

Come dici giustamente, la grande stampa, ma anche molti dei cosiddetti poteri forti, hanno iniziato a sparare a palle incatenate contro il governo, a partire da prima ancora che iniziasse a lavorare. Eppure, così facendo, rafforzano il consenso nei confronti dell'elettorato, che ha votato M5s e Lega proprio perché era il contrario di chi c'era prima.
È verissimo, ed è una delle cose che stavo per dirti io. Questo governo sta antipatico a quasi tutta la stampa: è vittima di quello che qualche collega ha chiamato il pregiudizio universale, che mi sembra un'immagine molto efficace. Che la grande stampa e i grandi media hanno avuto, da sempre, anche nei confronti del Movimento 5 stelle, da prima ancora che nascesse: penso al primo V-day del 2007. Già da allora i giornalisti erano compatti a dire che questo fosse il peggio assoluto, e se solo mettevi in luce degli aspetti da salvare, automaticamente venivi marchiato a fuoco come grillino per sempre: pensa a Travaglio, a Gomez, a me. Adesso che sono andati al governo, questo è definitivamente deflagrato. In più sono andati al governo insieme alla Lega: l'altra forza che sta sulle palle a tutta la stampa, tranne a La Verità di Belpietro e pochi altri. Ma hai ragione tu, questo gli fa gioco. Pensa a Conte: è stato tratteggiato a tal punto come un cretino demente, che adesso è uno dei più amati del governo non perché sia un fenomeno, ma perché avevano creato delle aspettative così basse che la gente pensava peggio. Quello che mi dispiace, e lo dico da giornalista e da osservatore, è non aver mai visto prima questo approccio: mi va benissimo che Saviano, Augias, Serra si inca***no, ma mi domando dove fossero prima. Se lo avessero fatto con quella sciagura politica chiamata Renzi, probabilmente a quest'ora non avremmo Salvini ministro degli Interni. Secondo me devi fare il cattivo sempre, non solo con chi ti sta antipatico.

E ora la grande stampa, ma anche i partiti tradizionali, si ritrovano di fronte alle conseguenze di ciò che loro stessi hanno creato.
E non mi sembra che lo abbiano capito. Vedo un'opposizione, e al tempo stesso un'informazione, totalmente convalescente. Penso allo stato dell'arte del centrodestra, che è praticamente morto: per la prima volta provo tenerezza umana nei confronti di Berlusconi, perché lo vedo a fine corsa politica, senza più nulla da dire e finito. Tanto che è già partito il fuggi fuggi da Forza Italia per salire sul Carroccio del vincitore. Il centrosinistra ancora si lecca le ferite e si tira le pentole: Zingaretti ce l'ha con Minniti, che ce l'ha con Renzi, che ce l'ha con Richetti... Ancora nessuno si è alzato dal tappeto, hanno faticato a capire e ad accettare la sconfitta, e la loro unica strategia resta quella di demonizzare l'avversario. Più continuano a dipingere il M5s come dei cretini e la Lega come i nuovi nazisti, più questi crescono. Siamo in un contesto storico in cui il vento è quello: guarda cosa è successo in Baviera. Se ti opponi a questo cambiamento epocale, positivo o negativo decidilo tu, con i vecchi stratagemmi e i vecchi stilemi della politica antica, vieni seppellito. Questo non lo hanno assolutamente capito. Quindi, al di là del fatto che questo governo ha dei numeri importanti, la sua grande forza è data dal fatto che non c'è alternativa e non c'è opposizione, quindi si possono anche permettere talvolta di litigare, tanto non rischiano nulla.

Chiudo sottoponendoti una lettura che avevo proposto poco dopo la nascita del governo e ho visto ripresa da diversi colleghi o analisti: senza volersi avventurare in paragoni eccessivi, ho accostato questo governo a quello del compromesso storico. Quello voleva costituzionalizzare il Pci per poi creare l'alternanza, oggi secondo me gli attuali alleati diventeranno la nuova destra e la nuova sinistra del futuro. Ti ci ritrovi?
È una buona chiave di lettura. Quello che dici è vero: in futuro, probabilmente, i due blocchi saranno questi, in attesa che rinasca il centrosinistra, e ci vorrà molto tempo. Ci sono anche degli aspetti bizzarri da compromesso storico, ovvero due forze che si fatica a immaginare che stiano insieme. Tra le differenze, al di là del tempo storico, è che lì c'era una forza che rappresentava le istituzioni fin troppo, cioè la Dc, e dall'altra parte una che andava istituzionalizzata. In questo caso, anche se la Lega è già stata al governo, si tratta di due forze molto irregolari, antagoniste, fastidiose per l'establishment. È come se ci fosse stato un compromesso storico, se mi consenti l'ulteriore paradosso, tra Pci e Msi: ancora più azzardato. Anch'io, come te, non ne faccio un paragone di qualità, ma siamo effettivamente in un tempo particolare, in un governo forse irripetibile e ad uno scenario del tutto inedito. Che ci costringe anche a utilizzare un nuovo linguaggio e dei nuovi schemi. E non vedo che né l'informazione né la vecchia politica l'abbiano ancora capito.